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La Sardegna oltre il mare

La Sardegna oltre il mare: nuraghi, borghi e set da film che pochi conoscono

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La Sardegna oltre il mare

Le spiagge e i percorsi della Sardegna oltre il mare offrono esperienze che uniscono natura, storia e scenari spesso utilizzati come set cinematografici. Negli ultimi cinque anni (2021-2026), la Sardegna è stata un set prediletto per diverse grandi produzioni nazionali e internazionali, tra cui il film campione d’incassi “La vita va così di Riccardo Milani, colossal come il nuovo Star Wars, e serie thriller come Iris di Sky

Quando si pensa alla Sardegna, la mente corre quasi automaticamente al mare: acque turchesi, spiagge di sabbia bianca, calette nascoste tra le rocce. Eppure ridurre l’isola alla sua sola dimensione balneare significa rinunciare a conoscere il suo volto più autentico e sorprendente. Al di là della costa, la Sardegna custodisce un entroterra ricco di storia millenaria, paesaggi selvaggi e scenari così suggestivi da aver conquistato registi italiani e internazionali, che ne hanno fatto un vero set cinematografico a cielo aperto. Questo articolo propone un viaggio diverso, fatto di esperienze che intrecciano natura, cultura e cinema, per scoprire la parte dell’isola che spesso sfugge al turismo di massa.

Un entroterra che racconta millenni di storia

La Sardegna oltre il mare è una delle terre abitate più antiche del Mediterraneo, e il suo entroterra ne porta le tracce in modo evidente. I nuraghi, le imponenti costruzioni in pietra risalenti all’Età del Bronzo, punteggiano il paesaggio con migliaia di esemplari sparsi su tutto il territorio. Visitarli significa entrare in contatto con una civiltà arcaica e affascinante, di cui ancora oggi molti aspetti restano avvolti nel mistero.

Accanto ai siti archeologici, i borghi dell’interno conservano un’identità forte e radicata. Paesi come Orgosolo, celebre per i suoi murales che raccontano lotte sociali e vita quotidiana, o i centri della Barbagia, dove tradizioni, lingua e artigianato si tramandano da generazioni, offrono al visitatore un’immersione in una cultura viva e orgogliosa delle proprie origini.

Paesaggi selvaggi tra montagne e altopiani

Lontano dalle spiagge affollate, la Sardegna oltre il mare rivela una natura aspra e maestosa. Il massiccio del Gennargentu, con le sue cime che superano i milleottocento metri, offre scenari montani inaspettati per chi associa l’isola solo al clima marino. Gli altopiani calcarei, le gole profonde e i boschi di lecci creano un ambiente ideale per il trekking e per chi cerca un contatto autentico con la natura.

Il Supramonte, con le sue pareti rocciose a picco e le grotte spettacolari, rappresenta una delle aree più affascinanti e ancora poco battute. Qui il silenzio e l’imponenza del paesaggio regalano un’esperienza che ha poco a che vedere con la cartolina balneare e molto con l’avventura e la scoperta.

La Sardegna come set cinematografico

La straordinaria varietà di paesaggi ha fatto dell’isola una location molto amata dal cinema. La posizione geografica, isolata dal resto d’Italia, ha permesso al territorio di preservare la sua bellezza naturale senza subire eccessive influenze esterne, creando un ambiente perfetto per girare film, serie TV, documentari e spot pubblicitari in un contesto autentico e suggestivo.

Tra i titoli più celebri spicca un capitolo della saga di James Bond: per le riprese fu scelta la Costa Smeralda, con scene memorabili girate tra Porto Cervo, Capriccioli e San Pantaleo. Roger Moore, alias James Bond, consacrò la Costa Smeralda a mito cinematografico, e l’Hotel Cala di Volpe divenne sfondo delle avventure dell’agente segreto più amato.

L’isola ha però ispirato anche un cinema più intimo e autoriale. I fratelli Taviani raccontarono la Sardegna rurale e arcaica con Padre Padrone, tratto dall’autobiografia di Gavino Ledda: girato nell’entroterra logudorese, il film vinse la Palma d’Oro a Cannes, portando la cultura sarda al centro della scena internazionale. Ancora prima, Michelangelo Antonioni scelse la spiaggia rosa di Budelli per una scena del suo primo film a colori, Deserto rosso, con Monica Vitti. Anche il cult di Lina Wertmüller “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” deve molto del suo fascino visivo agli scenari sardi.

Non sorprende che l’attenzione del mondo del cinema verso l’isola sia istituzionalmente sostenuta: dal 2006 la Fondazione Sardegna Film Commission valorizza il patrimonio ambientale e storico della Sardegna attraverso la produzione cinematografica e audiovisiva.

Esperienze enogastronomiche e tradizioni

Se decidi di visitare la Sardegna oltre il mare non puoi prescindere dalla sua cucina, espressione diretta del territorio e della sua storia. Il pane carasau, i formaggi di pecora come il pecorino sardo, i salumi, il porceddu arrosto e i dolci a base di miele e mandorle raccontano una cultura gastronomica legata alla pastorizia e all’agricoltura. Visitare le cantine dell’isola permette inoltre di scoprire vini di carattere come il Cannonau e il Vermentino, sempre più apprezzati a livello internazionale.

Le feste e le sagre dei piccoli centri, con i loro costumi tradizionali, le danze e i riti che affondano le radici in epoche lontane, offrono al viaggiatore l’occasione di vivere la Sardegna più autentica, quella che resiste al tempo e che si svela solo a chi va oltre la superficie.

Conclusione

La Sardegna oltre il mare è molto più di una destinazione balneare. È un’isola che sa unire la bellezza dei suoi paesaggi naturali alla profondità della sua storia, regalando esperienze capaci di soddisfare chi cerca cultura, avventura e autenticità. Scegliere di esplorare il suo entroterra, i suoi borghi e i luoghi resi celebri dal grande schermo significa scoprire una terra ricca di sfumature, dove ogni angolo ha una storia da raccontare. Un viaggio che, lontano dal turismo di massa, lascia ricordi destinati a durare nel tempo.

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Stefano Accetta

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