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Eco-invenzioni: lo spray che combatte la desertificazione dei suoli

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Un nuovo spray costituito da cianobatteri fotosintetici potrebbe presto essere impiegato per proteggere i terreni coltivati dal fenomeno della desertificazione

Un nuovo spray batterico potrebbe presto essere impiegato per aiutare l’ambiente e combattere la desertificazione dei suoli. Si tratta, in pratica, di un’interessante progetto sviluppato recentemente da un team di ricercatori dell’Istituto di Idrobiologia dell’Accademia Cinese delle Scienze, allo scopo di contrastare e ridurre il crescente fenomeno dell’aridità dei terreni causato dall’intensificarsi dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale.

Lo spray anti desertificazione, in particolare, dovrebbe essere costituito di ‘cianobatteri fotosintetici’, ossia degli speciali batteri acquatici produttori di ossigeno (simili ad alghe), che in natura si possono trovare in mare, nei laghi, nelle correnti fredde di alta montagna o persino nelle acque termali. Il progetto, prevede infatti di sviluppare delle colture cianobatteriche all’interno di appositi stagni artificiali, e di sintetizzarli (grazie ad un particolare processo chimico) in una sostanza in grado di essere spruzzata su quei terreni coltivati che vengono costantemente minacciati dal fenomeno della desertificazione.

Il nuovo spray anti desertificazione, assicurano i ricercatori dell’Accademia Cinese, dovrebbe quindi essere capace di rilasciare istantaneamente i cianobatteri sottoforma di ‘filamenti appiccicosi’, in modo da mantenere unite le particelle del terreno ed evitare, ad esempio, che vengano spazzate via da una tempesta di sabbia. Inoltre, grazie alle reazioni chimiche prodotte naturalmente dal loro metabolismo, i cianobatteri dovrebbero anche mantenere la capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera, fornendo la materia organica necessaria al suolo per essere fertile e produttivo.

Lo spray cianobatterico, per adesso, è ancora vincolato ad una fase sperimentale, anche se nel corso dei prossimi anni, una volta ultimati gli ultimi i test, si prevede un’applicazione graduale del ‘prodotto biotecnologico’ sui terreni agricoli di tutta la Cina.

Per chi fosse interessato ad un approfondimento, la pubblicazione on-line dello studio è visualizzabile su questo sito.

(Matteo Ludovisi)

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