Trise, la nuova tassa su rifiuti e servizi

Condividi questo articolo:

La Trise e’ il risultato di due tassazioni, la Tari e la Tasi. Verra’ pagata dagli inquilini e, per il pagamento, terra’ conto di diversi fattori. 

 

Secondo quanto previsto dal Governo Letta, la prossima Legge di Stabilità manderà in pensione la Tares, la nuova (e oramai vecchia) tassa sui rifiuti, per fare spazio alla Trise, una tassa sui rifiuti, risultato di due diverse tassazioni: la Tari, la vera tassa sui rifiuti, e la Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili. Questa seconda tassa costituisce una sostituzione dell’Imu per la prima casa e un’integrazione dell’Imposta Municipale Unica per le altre tipologie immobiliari.

La Trise, secondo le prime bozze,  non sarà uguale per tutti, ma terrà conto della tipologia dell’immobile, dell’attività che viene svolta all’interno dell’edificio, della raccolta differenziata e del numero di componenti del nucleo familiare.

La Trise, la tassa sui rifiuti e sui servizi, verrà pagata non soltanto dai proprietari dell’immobile ma anche dagli inquilini, che pagheranno non solo la quota riguardante la gestione dei rifiuti, ma anche la Tasi, la componente del tributo sui servizi indivisibili. La quota chiesta a chi prende un appartamento in affitto sarà contenuta: a seconda di quanto deciderà ciascun Comune nel proprio Regolamento potrà oscillare dal 10 ad un massimo del 30 per cento del totale della Tasi. Si prevede che la tassa peserà sugli inquilini meno di 100 euro l’anno.

Quando si pagherà la Trise? Al momento sono fissate quattro scadenze per il pagamento della Trise: la prima è fissata per il 16 gennaio, seguiranno le rate  successive fissate per i mesi di aprile, luglio e ottobre.

gc 

Questo articolo è stato letto 9 volte.

bozza legge di stabilità, legge di stabilità, tassa sui rifiuti, Trise

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net