Caccia: il WWF torna all’attacco

Chiude la stagione venatoria e il WWF ritorna sulla controversa questione: migliaia di uccelli migratori protetti sono a rischio
L’associazione ambientalista riassume tutte le questioni aperte sul tavolo della caccia: ‘Bracconaggio di specie protette, inquinamento da piombo, regioni che si oppongono alle decisioni europee e nazionali a tutela della fauna migratrice, la Legge nazionale sulla caccia non correttamente applicata’. Problemi che non sono stati ancora risolti.
Tra le prime richieste del WWF c’è l’eliminazione del piombo dalle munizioni, in quanto grave fonte di inquinamento. È possibile sostituirle con con leghe non tossiche e secondo la convenzione di Bonn andrebbe fatto entro il 2017.
Il WWF denuncia anche la condotta di molti cacciatori italiani, soprattutto in relazione alla specificità geografica del nostro paese, crocevia di molte specie migratorie: ‘La caccia, sia nella forma illegale del bracconaggio, sia nella forma legale autorizzata con provvedimenti regionali o nazionali, in Italia rappresenta uno dei fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversità, che si somma ad altri fattori negativi quali il consumo del suolo, gli inquinamenti, i cambiamenti climatici, gli incendi boschivi. Il motivo è dovuto alla particolare situazione italiana in cui l’attività venatoria viene gestita, normata e praticata in maniera quasi sempre non sostenibile, e non rispettando i criteri scientifici, né le normative internazionali di tutela delle specie e degli habitat naturali. Il nostro paese è un importantissimo ‘corridoio biologico’, una sorta di autostrada attraversata ogni anno da oltre un miliardo di uccelli migratori che si spostano tra l’Africa, l’Europa e l’Asia per riprodursi e svernare. Purtroppo ogni anno milioni di animali, compresi molti appartenenti a specie protette, trovano la morte nei nostri cieli, dopo viaggi che durano anche migliaia di chilometri’.
È stata lanciata anche una campagna, ‘Stop ai crimini di natura‘, poiché i fenomeni legati alla caccia illegale ed al bracconaggio, anche di specie protette e rare come lupi, orsi, aquile, persino cicogne, anche nei parchi, non sono in diminuzione, nonostante l’impegno di forze dell’ordine (come il Corpo Forestale dello Stato) e la mobilitazione quotidiana di centinaia di guardie volontarie del WWF.
‘Aspettiamo da anni che l’Italia si adegui finalmente alla regole europee sulla tutela della fauna selvatica e sul controllo dell’attività venatoria, per una reale diminuzione dei suoi impatti negativi e per rendere operativa la ‘Strategia nazionale per la tutela della biodiversità’, approvata nell’ottobre 2011 dal Governo Italiano’, spiega Donatella Bianchi Presidente WWF Italia.
Ha fatto recentemente discutere la possibilità in Lombardia di uccidere le nutrie, in qualsiasi modo e tempo.
a.po




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