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Gli oceani sono la settima economia mondiale

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Il WWF pone l’accento sul valore dell’ecosistema marino

Immaginiamo gli oceani come un unico grande ecosistema: il suo valore, in termini di beni e servizi, secondo uno studio del WWF, vale 24 mila miliardi di dollari, circa 2.500 miliardi di dollari l’anno.

Visto in questa maniera, un ipotetico ‘stato degli oceani’ sarebbe al settimo posto tra le economie mondiali. Un motivo in più per proteggere l’ecosistema marino; secondo una analisi dalla VU University di Amsterdam per il WWF ‘per ogni dollaro investito nella creazione di un’area marina protetta il valore dei benefici derivanti risulta tre volte ‘l’investimento’ iniziale in termini di  creazione di posti di lavoro, tutela delle coste e attività di pesca.’ In sostanza i benefici economici oscillerebbero tra i 490 e i 900 miliardi di dollari nel corso del periodo 2015-20150. 

‘Oggi i mari di tutto il mondo sono minacciati dalla pesca eccessiva, l’inquinamento, le esplorazione sottomarine per la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas, lo sviluppo intensivo dei trasporti marittimi e delle infrastrutture. Poi c’è il fenomeno dell’acidificazione degli oceani, causato dai cambiamenti climatici, che ha impatti devastanti su molti sistemi oceanici, in particolare per le barriere coralline.’ spiega il WWF in una nota.

Nel focus si parla anche del Mediterraneo: è un bacino chiuso e il ricambio delle acque richiede 80-90 anni per le acque superficiali e 7.500 per un ricambio totale delle acque. Ma le azioni di protezione sono limitate ‘Oggi poco più dell’1% dell’intero Mar Mediterraneo è sotto protezione e il Santuario Pelagos, che sulla ‘carta’ farebbe salire al 5% la percentuale protetta del Mediterraneo, non gode ancora di quella necessaria tutela a 16 anni dalla sua nascita. L’obiettivo del WWF è di rendere l’area dell’accordo Pelagos una reale zona protetta in quanto habitat principale delle Balenottere comuni, capodogli e stenelle e ancora a rischio per traffico navale mal gestito  e inquinamento.’

E la campagna del WWF si fa social: con l’hashtag #myBlueMed per tutta l’estate verranno postate ogni giorno sui profili Facebook e Twitter dell’associazione ambientalista nei paesi che si affacciano sul bacino  informazioni e immagini su specie, habitat e le tante attività di tutela messe in atto dall’associazione nel Mediterraneo.

a.po

 

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mare, oceani, wwf

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