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Coronavirus e animali: il Covid può infettare i gorilla?

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Dallo zoo di San Diego all’Africa, il timore degli esperti

È la prima volta dall’inizio della pandemia che due gorilla risultino affetti da COVID-19. Sono stati controllati perché hanno mostrato i sintomi, compresa la tosse, mentre si trovavano nello zoo che li ospita, a San Diego.

Secondo un comunicato stampa rilasciato dallo zoo, la direttrice Lisa Peterson ha dichiarato che: “A parte un po’ di congestione e tosse, i gorilla stanno bene. La truppa rimane insieme in quarantena e sta mangiando e bevendo. Speriamo in una piena guarigione”.

I funzionari dello zoo pensano che gli animali potrebbero aver contratto la malattia da un membro asintomatico del personale.

Gli specialisti considerano questo incidente come una prova che il rischio maggiore nella trasmissione del virus è la vicinanza alla persona infetta.

Durante tutta la pandemia, ci sono state preoccupazioni sulla possibilità che gli esseri umani infettassero gli animali e viceversa. Ci sono state alcune segnalazioni di esseri umani che hanno trasmesso il virus ad animali domestici come cani e gatti, ma non ci sono stati studi che si occupassero di accertare il rischio che gli animali corrono.

I casi più gravi sono stati segnalati in Europa, dove sono stati abbattuti milioni di visoni negli allevamenti da pelliccia.

A New York, nello zoo del Bronx, un totale di cinque tigri e tre leoni si sono ammalate nel corso dello scorso anno.

La notizia dei gorilla dello zoo di San Diego sta già destando preoccupazione tra gli ambientalisti. Ci si preoccupa soprattutto per l’Africa, dove ci sarebbe il rischio maggiore: lì si trovano le uniche popolazioni rimaste di gorilla selvatici, bonobo e scimpanzé.

Tra l’altro, dato che i gorilla e altre grandi scimmie condividono circa il 95% del genoma umano, è probabile che subiscano effetti del virus simili a quelli degli esseri umani.

 

 

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