Piu’ allergie per i nati con parto cesareo

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Chi e’ nato con parto cesareo rischia di soffrire maggiormente di allergie

Nati con parto cesareo? Siete piu’ propensi ad essere ‘attaccati’ da allergie. Ad affermarlo è Vito Leonardo Miniello, docente di Pediatria e Nutrizione pediatrica all’università di Bari e componente del direttivo Sipps (Societa’ italiana di pediatria preventiva e sociale). 

‘A fronte di un recente documento (2012) redatto dall’Organizzazione mondiale della sanità, in cui si stabilisce che un tasso di incidenza di parto cesareo superiore al 15% fra tutti i nati potrebbe risultare dannoso sia alla mamma che al piccolo c’e’ da stare poco tranquilli, considerando che in ambito europeo il nostro Paese detiene il primato di mamme cesarizzate’ Ha affermato Vito Leonardo Miniello, durante il 16° Congresso nazionale della Siaip (Societa’ italiana di allergologia e immunologia pediatrica). I parti cesarei detengono ‘una media nazionale del 38%, con impennate del 62% in Campania. Le ricadute sulla salute di un bimbo nato da cesareo sono numerose – avverte – quali l’aumentato rischio di sviluppare allergopatie’.

‘Il corpo umano – evidenzia – ospita un numero enorme di batteri, 10 volte superiore a quello delle proprie cellule. La maggior parte di questi germi, essenziale per la nostra esistenza, e’ contenuta nell’intestino dove costituisce il cosiddetto microbiota intestinale, un vero e proprio organo batterico con funzioni protettive (difesa nei confronti di batteri patogeni), metaboliche (produzione di vitamine e sostanze a valore energetico) e immunitarie (programming immunitario). Nei primi giorni di vita si ipoteca il futuro biologico dell’adulto’.

‘Al momento della nascita la mamma ‘passa’ suoi batteri (intestinali e vaginali) che andranno a colonizzare l’intestino sterile del neonato, permettendogli di costruire un proprio microbiota’. Ovviamente la modalità del parto ed il tipo di latte ricoprono un ruolo importante in questo passaggio. 

‘Recenti evidenze scientifiche – conclude Miniello – indicano che specifici ceppi probiotici (bifidobatteri e lattobacilli), somministrati al lattante sin dai primi giorni di vita sono in grado di mutuare in parte la mancata dote batterica materna e ridurre i danni biologici riscontrabili quando la cicogna arriva col bisturi’.

(gc)

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