Bambini geneticamente modificati

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La Cina conferma la nascita del terzo bambino geneticamente modificato: condannati i responsabili

L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha riferito che He Jiankui, il ricercatore responsabile della creazione dei primi bambini al mondo sottoposti a modifica genetica, è stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di praticare illegalmente la medicina.

Visto che la Cina si è scagliata contro la sua ricerca quasi immediatamente, dopo l’annuncio della nascita dei primi due gemelli, non è particolarmente sorprendente sentire che il ricercatore è stato punito per il suo controverso esperimento. Eppure, come conferma l’articolo di Xinhua, nel frattempo, è nato ufficialmente un terzo bambino modificato geneticamente.

Nel novembre 2018, quando il ricercatore ha annunciato per la prima volta l’esistenza dei gemelli modificati dal gene, si è anche lasciato sfuggire che un’altra donna era incinta di un embrione modificato; eppure del parto, che era previsto tra giugno e luglio del 2019, non se ne è saputo niente fino ad ora.

L’articolo, però, non include ulteriori informazioni sul bambino: non si conosce il sesso, lo stato di salute, le eventuali complicazioni avvenute alla nascita o la riuscita della stessa – non si sa, insomma, nemmeno se il bambino è ancora vivo.

Quello che si sa è che un tribunale di Shenzen ha condannato He Jiankui a tre anni di prigione e l’ha multato per l’ammontare di 3 milioni di yuan (circa 390.000 Euro) e con lui sono stati accusati anche i suoi collaboratori, Zhang Renli e Qin Jinzhou, che sono stati condannati a pene detentive di due anni e un anno e mezzo, rispettivamente, con la stessa accusa – e multe inferiori.

Tutti e tre gli scienziati sono dichiarati colpevoli, perché «non avevano la certificazione adeguata per praticare la medicina e, nel cercare fama e ricchezza, hanno deliberatamente violato le normative nazionali in materia di ricerca scientifica e cure mediche», ha detto la corte, secondo Xinhua. «Hanno superato i profitti dell’etica nella ricerca scientifica e nell’etica medica». 

 

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