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Editoria: Ali, ‘anche l’Aie dica no all’online globalizzato senza regole’

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Roma, 20 apr. (Adnkronos) – I dati sull’andamento del mercato del libro comunicati da Aie (+ 26,6% nel primo trimestre 2021 sul 2020) se da un lato segnalano la prosecuzione di un trend di ripresa del settore, dall’altro non sembrano tenere in minima considerazione la situazione contingente del 2020, che già dalla fine di febbraio registrava forti contrazioni di vendita, confermate poi dai dati pubblicati dalla stessa Aie. E’ quanto sostiene l’Ali, l’Associazione dei Librai italiani aderente a Confcommercio in una nota nella quale sottolinea: “Pesante il calo di fatturato: il 72% dei piccoli e medi editori stima una perdita a marzo superiore al 30%, il 56% superiore al 50%, il 29% superiore al 70%. Le librerie con il lockdown hanno avuto in dieci settimane 140 milioni di minor fatturato, pari a circa 45 milioni di euro di mancati utili lordi”. Secondo i librai i dati presentati dall’Aie non considerano “la condizione di mercato degli operatori fisici (librerie + GDO) fortemente condizionata dalle misure restrittive adottate in questi mesi con forti limitazioni alla mobilità delle persone e con conseguenti ricadute di fatturato sulle aziende.

Per questi motivi, spiegano i librai, “comunicare dei dati senza averli sterilizzati del peso delle variabili di cui sopra non ci sembra un modo corretto di fare informazione. La crescita dell’online, che oggi ha assunto dimensioni importanti, è stata di fatto agevolata e sostenuta dal blocco delle attività delle librerie l’anno scorso e dalle limitazioni di queste settimane e non è minimamente dovuta all’incapacità degli operatori commerciali di intercettare la domanda; anzi ricordiamo che le librerie si sono attivate sin da subito per mantenere vivo il rapporto con i lettori: il vero tema – e torniamo a ribadirlo ancora con forza – sono i servizi che la filiera editoriale offre alle librerie fisiche, oggi assolutamente insufficienti per poter competere in un mercato sempre più competitivo e per questo rinnoviamo la richiesta ad Aie perché solleciti i principali editori/distributori ad aprire un tavolo di confronto sul quello che noi chiamiamo “il nuovo patto di filiera”.

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