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Acqua e guerre/2 La mancanza d’acqua causa la guerra? Non tutti sono d’accordo

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Per alcuni l’acqua e’ causa diretta di guerre, per altri non lo e’. Il caso della Bolivia, del Messico e dell’India, dove l’acqua ha lo stesso valore dell’oro

La scarsità d’acqua, i conflitti e il potenziale che ne deriva sono temi legati alla crescita della popolazione, all’aumento dei prezzi degli alimenti e al riscaldamento globale. Su come questi problemi potrebbero risolversi ci sono due diversi punti di vista. Il primo risale al lavoro dello studioso del Settecento Thomas Malthus che ritiene che in presenza di scarsità di risorse è inevitabile arrivare alla guerra. Ma di recente alcuni esperti tra cui Thomas Homer Dixon, direttore del Center for Peace and Conflict Studies all’Università di Toronto, hanno analizzato diversi casi di studio sul degrado ambientale e hanno concluso che non esiste un legame diretto tra la scarsità di risorse e la violenza. Al contrario Dixon ritiene che la disuguaglianza, l’inclusione sociale e altri fattori determinano la natura e la ferocia della lotta.

“Saranno i rapporti di forza ineguali all’interno degli Stati e i conflitti tra gruppi etnici e classi sociali date dalle sempre di più crescenti privazioni e troppe volte l’acqua è stata trattata come una merce o come uno strumento con il quale un gruppo di una popolazione sopprime un altro”, si è espresso così Ignacio Saiz, direttore del Center for Economic and Social Rights, in un’intervista a un’emittente araba.

Ne è un esempio la Bolivia con la lotta per la privatizzazione dell’acqua o il Messico dove sono state confiscate le fonti delle campagne per portare l’acqua nella capitale. O ancora l’India che ha visto la CocaCola ottenere i permessi per costruire i propri stabilimenti intorno le fonti scambiate come una vera miniera d’oro, prendendo l’acqua potabile dagli impianti di irrigazione dei terreni locali.


(Chiara Palmieri)

accesso alle risorse idriche, acqua, guerre dell'acqua, scarsità acqua

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