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Elettrosmog: a Roma un piano regolatore per le antenne

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Roma si sta per dotare di un registro cittadino delle antenne e di un osservatorio sull’inquinamento elettromagnetico. Stop ad impianti su scuole, ospedali, asili nido e parco giochi

 

Roma contro l’elettrosmog. La capitale d’Italia ha realizzato un piano regolatore delle antenne della telefonia mobile: stop ad impianti su scuole, ospedali, asili nido e parco giochi. Tutte le antenne della città Eterna saranno iscritte ad un registro cittadino e Roma si doterà  di un osservatorio sull’inquinamento elettromagnetico: obiettivo rendere più trasparente il percorso delle varie autorizzazioni e porre maggiore attenzione sia alla minimizzazione dell’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici sia alla tutela dell’ambiente e del territorio.

La delibera delle norme contro l’elettrosmog è approdata ieri in consiglio comunale e a firma della consigliera comunale di Sel Gemma Azuni e del presidente della commissione Ambiente Athos De Luca (Pd). Da ora in poi ci sarà il divieto di installazione degli impianti su siti sensibili come ospedali, case di cura e di riposo, scuole, asili nido, oratori, orfanotrofi, parchi giochi ma anche su edifici costruiti abusivamente (le antenne già esistenti su queste strutture saranno oggetto di una delocalizzazione).

 

Primi passi e necessari perché si minimizzi l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. ‘È un passo fondamentale per la nostra città, atteso per troppo tempo dai cittadini, sempre più allarmati dalla proliferazione di antenne in prossimità delle loro abitazioni, dai molti comitati ‘No Elettrosmog’ e dalle Giunte municipali, molto sensibili sul tema. Con il successivo passaggio dovranno essere garantite risorse umane, strumentali, economiche e logistiche adeguate al lavoro e agli obiettivi individuati dal regolamento affinché sia le nuove installazioni sia quelle già installate possano essere disciplinate, monitorate e in caso rimosse, ovvero non installate se la loro presenza costituisse un pericolo per la salute dei cittadini’, ha commentato Gemma Azuni. ‘Infine è giusto ricordare che questo regolamento offerto alla città è il frutto della collaborazione fra gli assessorati all’Ambiente e all’Urbanistica e fra essi i rappresentanti dei comitati di cittadini, che da anni chiedono una maggiore attenzione sulla materia’.

gc 

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