Caso camici: legale, ‘per Fontana graticola e sofferenza per 3 anni’
Milano, 10 lug. (Adnkronos) – “Non doveva neppure iniziare. Energie, spese di risorse umane, graticole, sofferenze per tre anni, invasione nelle vite private: tutto inutile. Come spesso avviene”. Così l’avvocato Jacopo Pensa, difensore del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commenta la conferma del proscioglimento del governatore, e degli altri imputati del cosiddetto ‘caso camici’ deciso dai giudici d’appello di Milano. Fontana era già stato prosciolto, il 13 maggio 2022, dal gup Chiara Valori, la quale aveva stabilito il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per frode in pubbliche forniture per il governatore lombardo, per il cognato Andrea Dini proprietario della società Dama, per Pier Attilio Superti vicesegretario generale della Regione, per Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, rispettivamente ex dg e dirigente di Aria, la centrale acquisti della Regione.
Al centro dell’indagine l’affidamento da parte di Aria spa, di una fornitura, poi trasformata in donazione, da circa mezzo milione di euro di 75mila camici e altri dpi a Dama. Fornitura accordata durante il primo periodo della pandemia, quando era più difficile reperire dispositivi di protezione. “La conferma del proscioglimento in appello di Andrea Dini è un atto di giustizia nei confronti di un uomo che ammiro per la sua rettitudine morale. Era ora che Dini e la sua famiglia ottenessero il riconoscimento di una innocenza che nessuno avrebbe mai dovuto neanche mettere in discussione” sottolinea l’avvocato Giuseppe Iannaccone.
“La corte di Appello ha confermato la sentenza, non esiste alcun reato. Ne sono da sempre convinto” le parole dell’avvocato Domenico Aiello, difensore di Bongiovanni e Schweigl. “Nelle carte di questo processo, vi è però una narrazione diversa, fino ad oggi mai raccontata, anzi censurata, una storia di sacrifici, generosità e altruismo. Vi è la distinzione netta degli ‘uomini’ che hanno combattuto il Covid sul campo senza tregua e non nei talk show, e poi vi sono i ‘mezzi uomini’ che alle prime sirene di pericolo hanno scaricato scelte, ragioni forti e responsabilità precise. Per almeno tre anni, una infinità di giorni, gli eroi sono stati trasformati in mostri, era necessario per supportare un’indagine vistosamente senza futuro, speriamo qualcuno adesso abbia l’audacia di riprendere il filo di una storia di coraggio e senso del dovere non comune. Speriamo si restituisca merito al merito” conclude Aiello.
