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Finanza: Doris, ‘su consulenti difesa modello e spazio ai più giovani’

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Roma, 7 giu. (Adnkronos) – “Dobbiamo proteggere e valorizzare un modello che ha dimostrato di saper funzionare molto bene negli ultimi dieci anni, per i consulenti, per gli intermediari e soprattutto per i clienti. Anche per questo motivo occorre creare le condizioni migliori per favorire il ricambio generazionale all’interno del settore e per rendere meno complesso l’ingresso delle nuove generazioni nel mondo della consulenza”. Lo afferma Massimo Doris, Ad di Banca Medionalum e neo presidente di Assoreti, in una intervista al Sole 24 Ore. L’attenzione verso i più giovani che saranno chiamati presto a rilevare il testimone all’interno di una categoria dove l’età media di circa 52 anni e gli asset gestiti da chi ha più di 65 anni (il 7,7% degli iscritti con mandato attivo) è infatti una delle priorità del mandato di Doris. Il faro è sulla proposta di emendamento al Dl Lavoro presentata ieri, che prevede l’esonero per i consulenti finanziari under 30 dal versamento dei minimi contributivi a Enasarco per un anno, unito all’impegno delle associate ad Assoreti a garantire loro, sempre per dodici mesi, un rapporto contrattuale.

«Negli ultimi tre anni la quota delle domande di partecipazione all’esame per l’iscrizione all’Albo Ocf degli under 30 è aumentata costantemente fino a raggiungere il 35%», fa notare Doris; ma «soltanto il 27% di essi ha deciso poi di provvedere all’iscrizione e la quota di giovani che opera attivamente nel settore, pur raddoppiata, raggiunge a malapena i13,5 per cento». Quali difficoltà si incontrano al momento dell’inserimento? “Esiste anzitutto un problema oggettivo di sopravvivenza: i guadagni di un consulente sono legati alla misura del proprio portafoglio clienti, ma questo difficilmente può avere dimensioni significative fra i più giovani”.

Occorre poi “considerare anche la difficoltà che si incontrano fra i risparmiatori più in avanti con l’età nel dare in gestione la propria ricchezza a consulenti molto giovani”. Doris ricorda che “da tempo esistono numerose iniziative, sia da parte di Assoreti che cerca di stimolare gli universitari attraverso Borse di studio, sia ad opera degli intermediari. Banca Mediolanum si fa per esempio carico dei costi di reclutamento e della formazione dei giovani consulenti, ma tutti gli operatori hanno programmi di sostegno simili. Si tende poi a creare dei team, facendo lavorare le nuove leve con i più esperti” spiega.