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Def, maggioranza va sotto alla Camera: bocciato scostamento di bilancio

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Roma, 27 apr. (Adnkronos) – Maggioranza sotto alla Camera sul Def. Non passa la risoluzione del centrodestra sullo scostamento di bilancio: i voti favorevoli sono stati 195 ma la maggioranza richiesta era di 201, la Camera ha dunque bocciato la risoluzione di maggioranza per 6 voti. Alla lettura del risultato dal presidente di turno, Fabio Rampelli, sono esplosi gli applausi tra i banchi dell’opposizione: “Capisco l’euforia dell’opposizione….”. Quindi Rampelli ha aggiunto: “Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta la risoluzione” del centrodestra “si intende respinta, non risulta pertanto autorizzato il ricorso all’indebitamento”. La seduta è stata quindi sospesa.

Sono stati in totale 45 deputati dei 4 gruppi di maggioranza i non presenti al voto sullo scostamento. Ecco i numeri dei tabulati: 14 di Fdi non erano presenti, 14 di Forza Italia, 15 della Lega e 2 di Noi Moderati. Nello specifico 11 assenti della Lega e 4 in missione; 5 assenti di FdI e 9 in missione; 9 assenti di Forza Italia e 5 in missione.

PD: “DATO POLITICO CLAMOROSO”. M5S: “MELONI VADA SUBITO AL COLLE” – “E’ un dato politico clamoroso”, commenta Chiara Braga, capogruppo Pd, in aula alla Camera. “Siamo oltre l’immaginazione, una maggioranza con questi numeri, sull’atto più importante, fallisce miseramente. E’ una totale mancanza di responsabilità verso i problemi del Paese che si somma alla confusione e alle divisioni sul Pnnr, continua. “Siamo preoccupatissimi, sono incapaci di approvare l’atto che porta all’approvazione del Def, non ci sono precedenti, si tornerà in Cdm per una nuova relazione al Def – spiega Braga -. Non mi pare miglior modo per corrispondere ai problemi del Paese ed è la certificazione delle divisioni e dei fallimenti della maggioranza”. E ancora: “Avevano promesso in modo del tutto propagandistico di fare interventi sul lavoro il 1 maggio. Peccato che si sono dimenticati di richiamare ai loro doveri di lavoratori i loro parlamentari”. Salta a questo punto il decreto Lavoro del 1 maggio? “Allo stato attuale – replica – non è possibile fare nessuna delle misure che hanno annunciato”.

“Noi vi chiediamo un atto politico: la presidente Meloni deve andare subito al Quirinale, deve farsi guidare perché voi state creando un’instabilità finanziaria che non ci possiamo permetterci”. Così Francesco Silvestri dei 5 Stelle in aula alla Camera. Stessa richiesta è stata avanzata da Verdi e Sinistra. “La bocciatura della risoluzione di maggioranza sul Def rappresenta un fallimento epocale di cui non si ricordano precedenti simili nella storia repubblicana. Quanto accaduto alla Camera certifica tutta l’approssimazione e la sciatteria del governo dei ‘pronti’. O forse nella maggioranza c’è stata una definitiva presa di consapevolezza sull’evanescenza del Documento presentato da Meloni e Giorgetti. Quest’ultimo ha dichiarato che molti deputati ‘non si sono resi conto’: se così fosse, abbiamo una fotografia definitiva dell’inadeguatezza dell’attuale maggioranza”, recita quindi una nota congiunta dei parlamentari M5s delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato.

“Questo testo è da buttare, lo devono riscrivere”, dice ai cronisti il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni dopo il voto dell’Aula. “Dal punto di vista politico ma anche procedurale, è del tutto plausibile che debbano riscrivere il Def e ricominciare l’iter. Non è un incidente secondario – sottolinea – è una cosa incredibile. Hanno preso 195 voti, ne dovevano prendere 201. C’erano i banchi del governo molto pieni come sempre in questi casi ma in modo insufficiente”. “E’ un inedito, non è mai accaduta una cosa del genere”, aggiunge Fratoianni.

“La maggioranza ha 237 deputati. Ha ottenuto 195 voti. Presenti il 68,18% dei parlamentari di Fi, il 75,92% di quelli della Lega, l’88,03% di quelli di Fdi. Chi ha un minimo di esperienza ravvisa la totale assenza della regia del Ministro dei rapporti con il Parlamento”, scrive su Twitter il vicesegretario di Azione Enrico Costa.

CONVOCATO CDM – Il Consiglio dei ministri è stato nuovamente convocato alle 18.30 a Palazzo Chigi per risolvere la grana del Def. La premier Giorgia Meloni, in missione a Londra e in questo momento impegnata a Downing street nel bilaterale con il primo ministro britannico Rushi Sunak, potrebbe collegarsi da remoto, anche se non ci sono ancora conferme in tal senso.