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Ucraina: Romani, ‘intervenire a Mariupol per evitare un’altra Bucha’

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Roma, 22 apr. (Adnkronos) – “La comunità internazionale, o almeno la parte schierata contro l’invasione russa dell’Ucraina, si sta girando dall’altra parte quasi a non voler vedere quanto sta per accadere a Mariupol. Forse mille soldati, e probabilmente altrettanti civili, molti dei quali parenti, donne e bambini, degli stessi soldati, hanno trovato riparo nel complesso dei dedali di Azovstal, progettata per resistere ad attacchi nucleari. Per conquistare l’acciaieria, e snidare coloro che si sono asserragliati, potrebbero anche essere utilizzate armi chimiche. Sicuramente una battaglia corpo a corpo particolarmente sanguinosa. La macchia di appartenere ad un battaglione di chiara ispirazione neonazista, il famigerato battaglione Azov, non giustifica l’indifferenza con cui si attende la caduta di Mariupol e lo sterminio di combattenti e civili. A differenza di Bucha c’è il tempo per intervenire e per riacquisire un ruolo”. Lo afferma Paolo Romani, capodelegazione Italia al Centro al Senato.

“La comunità internazionale -aggiunge- deve pretendere sotto il suo controllo, attraverso tutti i dispositivi tecnologici, droni o satelliti, che avvenga l’evacuazione dell’acciaieria e non un’esecuzione di massa. I russi otterranno la conquista, senza troppe perdite, della Azovstal, e si potrà aprire un negoziato più produttivo sulla fine della guerra. Limitarsi all’attesa, come se davvero lo sterminio fosse inevitabile, vorrebbe dire non solo macchiarsi la coscienza di un’altra Srebrenica, ma vuol dire anche cercare il pretesto per un indurimento delle ostilità. Mariupol può essere la chiave di volta di questo conflitto, sta alla comunità internazionale agire”.

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