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Friuli: raccolta differenziata al 61%, ma si vuole di piu’

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Una proposta di legge in Friuli vuole trasformare i rifiuti in delle risorse piuttosto che degli scarti da inviare in discarica o negli inceneritori

Riutilizzare tutto quello che si può. E’ questo il fine della proposta di legge che alcuni consiglieri della regione stanno mettendo a punto in Friuli Venezia Giulia. Il principio a cui la proposta si ispira è quello di considerare i rifiuti non come scarti, ma come risorse da riutilizzare come materie ‘prime-seconde’ riducendo il più possibile il ricorso a inceneritori e discariche. Nella proposta dovrebbero trovare spazio anche incentivi per le aziende virtuose che producono meno rifiuti e dedicano molta attenzione allo smaltimento.

La proposta si ispira alla strategia rifiuti zero e che vuole introdurre in tutto il territorio regionale una raccolta differenziata spinta. Il Friuli, del resto, nonostante i suoi pochi abitanti (poco più di 1,2 milioni) produce oltre 550 mila tonnellate di rifiuti l’anno, con una media per abitante di 449 chili ogni anno (dati 2013). Di questi, ne vengono differenziati 339 mila per una percentuale di raccolta differenziata comunque molto alta del 61%, cresciuta costantemente negli ultimi anni. Ne rimangono però oltre 213 mila indifferenziati che comunque finiscono in discarica o negli inceneritori.  

Il primo Comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato il virtuosissimo Capannori, in provincia di Lucca. Ad oggi oltre 200 comuni italiani hanno aderito a questa strategia.

AS

discariche, Friuli, inceneritori, raccolta differenziata, rifiuti, smaltimento

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