mantova e sabbioneta

Patrimoni Unesco: 2008, Mantova e Sabbioneta

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mantova e sabbioneta

Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia

Mantova e Sabbioneta, nella Pianura Padana della Lombardia sono due città che ricoprono un ruolo di primo piano nella diffusione della cultura architettonica rinascimentale. Mantova mostra il rinnovamento e l’ampliamento di una città esistente, mentre Sabbioneta, a 30 km di distanza, rappresenta l’attuazione delle teorie del periodo sulla pianificazione del città ideale.

Mantova e Sabbioneta, entrambe espressione del sogno di una dinastia di principi e diventate Patrimonio UNESCO nel 2008, identificano una straordinaria testimonianza dello scambio di valori umani nella cultura rinascimentale.

Mantova è una città da sempre legata all’acqua.

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Nel 214 a.C. Mantua divenne municipio romano e, una volta terminato il lungo periodo delle invasioni barbariche, nel X secolo fu dominio dei Canossa, mentre nel XII secolo assunse i tratti di libero Comune medievale.

A questo periodo risale la complessa ed importante pianificazione idraulica di Alberto Pitentino, avvenuta nel 1187, che frammenta il corso del Mincio in quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore, Paiolo, quest’ultimo prosciugato a partire dal XVIII secolo.

Nel 1274 il Comune divenne Signoria sotto il dominio dei Bonacolsi, spodestati nel corso di un sanguinoso scontro nel 1328, dalla famiglia Gonzaga, da quel momento e per circa quattro secoli signori incontrastati di Mantova.

I Gonzaga intervennero sull’impianto urbanistico stesso di Mantova, trasformando vie e piazze allo scopo di costruire una scenografia adatta alla rappresentazione del proprio potere, e dando così un nuovo volto alla città che diventerà una delle più raffinate corti del Rinascimento italiano.

Le ristrutturazioni avvenute nel XV e XVI secolo inclusero opere di ingegneria idrologica, urbanistica e architettonica.

La partecipazione di rinomati architetti come Leon Battista Alberti e Giulio Romano, e pittori come Andrea Mantegna, resero Mantova un’importante capitale del Rinascimento.

Il graduale declino di Mantova si concluse nel 1707 quando la città passò sotto il dominio austriaco, in cui vennero attuate successive trasformazioni e modifiche, ma l’aspetto della città, assieme alla sua struttura rinascimentale e alla stratificazione di testimonianze di epoche differenti, rimase intatto nel suo complesso.

Uno dei simboli della città è la grandiosa residenza gonzaghesca di Palazzo Ducale, che segue il cosiddetto Percorso del Principe, con gli edifici e gli spazi più intimi della famiglia Gonzaga.

Gli ambienti di distinti e separati tra loro furono costruiti in epoche diverse a partire dal XIII secolo, inizialmente per opera della famiglia Bonacolsi successivamente su impulso dei Gonzaga.

Il Palazzo Ducale, uno dei più vasti d’Europa, copriva un’area di 34.000 m² circa e assunse la denominazione di Palazzo Reale durante la dominazione austriaca a partire dall’epoca di Maria Teresa d’Austria regnante.

Nel centro storico la sequenza delle piazze costituisce il nucleo vitale della città: da Piazza Sordello si passa in Piazza Broletto e poi in Piazza Erbe, delimitata dalle case-bottega porticate, con il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio e la medievale Rotonda di San Lorenzo.

Da Piazza Erbe si giunge infine in Piazza Mantegna, su cui si affaccia la Basilica di Sant’Andrea, sommo esempio dell’architettura rinascimentale italiana, mentre all’estremo opposto della città si trova l’incantevole Palazzo Te, cinquecentesca villa suburbana progettata da Giulio Romano, il Tempio di San Sebastiano ideato da Leon Battista Alberti e la Casa di Andrea Mantegna.

La particolarità di Mantova e le sue tracce storiche ed artistiche sono stati elementi che le hanno conferito anche il titolo di Capitale Italiana della Cultura nel 2016

Sabbioneta, sorta nella seconda metà del Cinquecento sotto il governo di Vespasiano Gonzaga Colonna, rappresenta la costruzione di una città completamente nuova secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento.

Un centro abitato fin dal I secolo a. C:, ma che solo nel 1544, quando fu ereditato proprio dal duca Vespasiano Gonzaga , si trasformò in breve tempo in piazzaforte all’avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico.

Sabbioneta iniziò ad essere modificata diventando uno spazio urbano sapientemente organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria con pianta a forma di stella, oggi ancora quasi perfettamente conservata, e con edifici che rispecchiavano una nobile residenza signorile.

L’assetto urbano si basa su un asse mediano che collega i due ingressi di Porta Vittoria e Porta Imperiale, su cui si incentrano 34 isolati ortogonali tra loro.

Piazza Ducale, asimmetrica rispetto a questo asse, rappresenta il centro politico, amministrativo e religioso su cui si inseriscono ad angolo retto le vie minori porticate e i palazzi del potere.

Sulla piazza, originariamente luogo di mercato, si affacciano Palazzo Ducale, sede degli impegni politici e amministrativi e la Chiesa di Santa Maria Assunta, Duomo della città. Dalla vicina Piazza Libreria Grande si accede alla Chiesa dell’Incoronata, che ospita il Mausoleo di Vespasiano Gonzaga.

Su Piazza d’Armi, invece, si elevano alcuni degli edifici più rappresentativi del clima culturale della capitale di Vespasiano, tra cui il Corridor Grande e il Palazzo del Giardino, luogo dedicato agli svaghi, allo studio e al riposo.

Di fronte, i resti della Rocca, l’antica piazzaforte dove il duca aveva ricavato la sua residenza.

Poco distante il Teatro all’Antica, uno dei gioielli della storia del teatro in Europa, costruito da Vincenzo Scamozzi e primo edificio teatrale realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti.

Ambizioso disegno di uno dei più eccentrici principi del tardo Rinascimento italiano, Sabbioneta si caratterizza per i canoni della classicità dai quali Vespasiano aveva tratto ispirazione. Le mura difensive, il reticolo delle strade, il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideali costruite in Europa.

Mantova e Sabbioneta sono testimonianze eccezionali dello scambio di influenze della cultura del Rinascimento e rappresentano due principali forme urbanistiche di questo periodo, ovvero la trasformazione di una città esistente e un centro di nuova fondazione, basato sul concetto di città ideale.

Le due città sono testimonianze eccezionali di una particolare civiltà in uno specifico periodo storico.

Gli ideali del Rinascimento, sostenuti dalla famiglia Gonzaga, sono presenti nella loro architettura e morfologia urbana, nel loro sistema funzionale e nelle tradizionali attività produttive, che sono per lo più conservate nel tempo.

Le due città hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura del Rinascimento dentro e fuori l’Europa e soddisfano le condizioni richieste di integrità e autenticità, poiché le loro componenti urbane e architettoniche più significative sono state preservate nel tempo, così come il rapporto con l’ambiente circostante presenta un buono stato di conservazione.

Alessandro Campa

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