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Auto ad acqua. Perché non si producono?

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L’auto ad acqua e’ realtà ed ha anche superato il test ufficiale di omologazione

 

Acqua come carburante della propria auto: un sogno di tanti che presto potrebbe diventare realtà, per la felicità dell’ambiente. Pensate alla gioia di fare chilometri su chilometri senza produrre emissioni inquinanti: le città sarebbero più pulite, l’aria più salubre e potremmo dire addio a molte malattie respiratorie.  

In realtà, la macchina ad acqua è già realtà, come aveva raccontato Matteo Viviani di Le Iene, che ha mostrato il motore ad acqua fai-da-te creato da Lorenzo. L’impianto si rifà ad una vecchia idea, quella di Del Giudice e di Preparata, che riuscirono ad elaborare una serie di teorie sull’acqua, applicate poi da Lorenzo alla sua auto.

Concentriamoci sul sistema di Lorenzo. L’auto ad acqua si affida su un serbatoio d’acqua, che tramite una pompa porta il prezioso liquido direttamente nel cuore del dispositivo. Si sfrutta l’elettrolisi: le celle elettrolitiche, appena ricevono l’elettricità, dividono l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il sistema, quindi, estrae l’idrogeno dall’acqua che viene iniettato nel motore insieme alla benzina.

Qualcuno potrebbe ribattere che l’idrogeno compresso sia pericoloso, ma non sa che il sistema ideato da Lorenzo produce l’idrogeno immediatamente combusto, riducendo al minimo i rischi.

L’auto funziona, come appurato dal test ufficiale di omologazione che ha rivelato che la macchina produce il 90% in meno di monossido di carbonio, il 30% in meno di C02.

 

L’auto ad acqua di Lorenzo è realtà già da un po’.  Prima o poi le strade si riempiranno di auto di questo tipo?

gc

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