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Turismo, Credaro (Isnart): “In 2024 800 mln di presenze in Italia, previsto boom a Pasqua’

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(Adnkronos) – "Partiamo da un dato: nel 2024, l’Italia ha registrato 800 milioni di presenze, consolidando il già buon dato 2023 (+0,4%), tra pernotti in strutture ricettive e alloggi in abitazioni private, come stimate dall’Osservatorio sul Turismo delle Camere di commercio di Isnart-Unioncamere. La ripresa post-Covid è stata effettivamente trainata quasi completamente dalla domanda internazionale: nel 2024, le presenze straniere sono cresciute del +18% sul 2019 e di un ulteriore 2,3% sul 2023". Così, con Adnkronos/Labitalia, Loretta Credaro, presidente di Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), sull'andamento delle presenze turistiche nel nostro Paese nel post-Covid.  "Quindi non solo l’appeal dell’Italia è rimasto invariato, ma il suo posizionamento sul mercato internazionale è sempre più solido, spostandosi progressivamente verso i prodotti turistici di eccellenza e la domanda alta di gamma", spiega.  Secondo Credaro, "non è una sorpresa che trovi conferma la tendenza da parte dei turisti stranieri a spendere di più: 113 euro è la spesa media giornaliera pro-capite contro i 99 euro degli italiani". "Detto questo, ci sono finalmente segnali di ripresa anche della domanda interna", spiega.  E la Pasqua si preannuncia 'full'. "Le prospettive sono positive: il calendario favorevole lascia ipotizzare un mese di aprile da record per gli operatori che, già nel mese di gennaio, ci hanno segnalato un tasso di occupazione delle camere pari ad oltre la metà delle camere disponibili per Pasqua ed i ponti di primavera", sottolinea Credaro, citando un'indagine di sentiment rivolta alle imprese di Isnart per Unioncamere ed Enit. Secondo Credaro, "trend analogo si registra sul mercato alternativo delle abitazioni private: sono già 6 milioni le notti prenotate sul portale Airbnb per i soggiorni tra marzo e giugno", secondo una rielaborazione Isnart da dati tratti dal database AirDnA. E il Giubileo inizia a far sentire il suo 'effetto' anche sugli arrivi di turisti nella Capitale. "Dai nostri dati, che elaboriamo anche ricorrendo alla 'location intelligence', ossia l’utilizzo del traffico telefonico per ricostruire movimenti e cluster di interesse turistico prevalente dei turisti a destinazione, emerge come a cavallo tra le feste natalizie e il mese di gennaio siano cresciute del 9% le presenze straniere a Roma (+8,7% nel Lazio), dato che ci fa sperare in un impatto ancor più positivo sui flussi turistici legati all’anno giubilare nei prossimi mesi", sottolinea.  Positiva in generale la tendenza legata ai Grandi Eventi. "In senso più generale, negli ultimi anni è cresciuta molto la motivazione ad una fruizione turistica dei territori legata ai grandi eventi, nelle diverse declinazioni: sportivi, culturali, religiosi. Solo nel 2024, il turismo degli eventi ha coinvolto il 40,9% dei visitatori del nostro Paese, peraltro veicolando sui territori una domanda mediamente più alto spendente", sottolinea.  E fa segnare numeri importanti anche il cicloturismo. "Appare chiaro un trend di domanda alla ricerca di un turismo legato al 'wellness', in cui l’esperienza turistica è tutta orientata ad un ricaricarsi declinato tanto dal punto di vista fisico che emotivo. Un caso emblematico è stata la crescita costante del cicloturismo, che Isnart ha analizzato e raccontato negli ultimi cinque anni con il suo Rapporto nazionale 'Viaggiare con la bici'. Le presenze di turisti amanti delle due ruote sono stimate in 89 milioni, con un incremento del 54% sul 2023", sottolinea.  Secondo Credaro, "si tratta di un prodotto molto ricercato dai millennials, la fascia di età tra 30 e 45 anni, attenta alla salute e all’ambiente, con una situazione economica dichiarata almeno medio-alta e tendenzialmente alto-spendente". "Una tipologia di turisti che tendenzialmente fugge dalle aree e dai periodi di maggior affluenza, contribuendo all’allungamento della stagione turistica e, soprattutto, alla scoperta e valorizzazione di tante aree interne del Paese (e penso a quanto sta avvenendo ad esempio in Calabria e Sicilia), con un impatto non indifferente in termini di nuova occupazione e 'restanza'", conclude.   "Sicuramente cogliamo segnali di una tendenza al maggior utilizzo del digitale per ridurre costi e creare valore nella filiera di servizio. Ben il 13,5% delle imprese (in prevalenza hotel 4 e 5 stelle), ad esempio, segnala di usare già strumenti e soluzioni di intelligenza artificiale, soprattutto nei processi di gestione delle prenotazioni e nei servizi di assistenza alla clientela attraverso chatbot. Se invece allarghiamo la vista ai prossimi tre anni, le imprese ci segnalano di mettere tra le proprie priorità di investimento il risparmio energetico e l’efficientamento logistico-gestionale". Così, con Adnkronos/Labitalia, Loretta Credaro, presidente di Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), sulla riorganizzazione delle aziende della filiera del turismo. "Non va però nascosto che la spirale inflazionistica ha messo sotto pressione le aziende della filiera, che appaiono più in difficoltà rispetto allo scorso anno nel raggiungere il break-even point", continua. "L’aumento dei costi di gestione, in primis quelli energetici, ma più recentemente anche quelli di approvvigionamento alimentare, ha inciso non poco sulla profittabilità delle strutture: in media, 6 operatori su 10 dichiarano di raggiungere il pareggio e solo 3 imprese su 10 registrano un utile (erano state 7 su 10 nel 2023)", conclude.   —lavoro/[email protected] (Web Info)

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