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Sei Ventures in crowdfunding per rilanciare centri minori, raccolti 80mila euro in 48 ore

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(Adnkronos) – Raccogliere oltre 80 mila euro in 48 ore è un grande attestato di fiducia. Sei Ventures, startup impegnata nella valorizzazione delle aree interne italiane, ci è riuscita, superando l’obiettivo minimo della sua seconda campagna di equity crowdfunding, fissato a 50 mila euro. Il progetto è online su Wearestarting e punta ora al traguardo di 300 mila euro per aprire un nuovo innovation hub nel cuore del Veneto, a Bassano del Grappa (Vicenza). Città come Roma, Milano e Bologna, negli ultimi anni hanno visto un costante aumento della popolazione, mentre dal 2001 ad oggi, oltre 200 comuni italiani sono scomparsi. In Italia ci sono circa 4.000 centri abitati classificati come aree interne. Qui vivono oltre 13 milioni di persone spesso senza accesso a sanità, istruzione, trasporti e internet. Una condizione che costringe giovani e professionisti a emigrare verso le grandi città o all’estero. Eppure, è proprio da qui che può partire una rinascita sostenibile del Paese. E Sei Ventures è la prova di come questo sia possibile. Dopo il successo dei primi due centri in Campania, ad Avellino e Benevento, Sei Ventures rilancia il suo modello in una delle province più dinamiche del Nord Italia, portando con sé un ecosistema collaudato, fatto di co-working, progetti di innovazione con le pmi e investimenti in startup locali. "Molti dei problemi strutturali delle aree interne, primo fra tutti la fuga dei giovani, sono spesso conseguenza di un tessuto imprenditoriale fragile e poco stimolante, con servizi inadeguati per chi vuole innovare o fare impresa. Creare spazi aperti e accessibili, dove far nascere progetti e collaborazioni, è un modo concreto per innescare un cambiamento duraturo", spiega Vincenzo Vitale, ceo e co-founder di Sei Ventures. Prova tangibile della coerenza con cui Sei Ventures sta portando avanti il proprio progetto di crescita è l’acquisto, già avvenuto, di un immobile nel comune di Bassano del Grappa, destinato a diventare il terzo hub dell’azienda. L’obiettivo è replicare il modello già attivo nelle sedi campane, offrendo un punto di riferimento per imprenditori, giovani talenti e innovatori anche nel Nord-Est italiano. "Abbiamo creato – afferma Vitale – un modello che funziona, perché è pensato per rispondere ai bisogni reali delle comunità locali. In 4 anni abbiamo incubato oltre 60 startup, formato più di 600 giovani e investito direttamente in progetti imprenditoriali nati nei nostri hub. Ma soprattutto, abbiamo dimostrato che i centri minori possono essere luoghi di innovazione, non solo di tradizione". Il nome Sei è acronimo di sostenibilità, etica e innovazione: tre parole chiave che guidano ogni fase dell’insediamento sul territorio. Si parte dalla selezione dell’area, si passa all’apertura dell’hub in collaborazione con realtà locali, per arrivare infine all’applicazione di un modello operativo incentrato su open innovation, co-progettazione e sviluppo imprenditoriale. La campagna di equity crowdfunding in corso su Wearestarting servirà a far crescere l’azienda grazie anche alla realizzazione del nuovo hub di Bassano del Grappa. Tuttavia, "Sostenere Sei Ventures non deve essere un investimento visto nella mera ottica del profitto, quanto nella volontà di entrare a far parte di una community di imprenditori illuminati, uniti dalla volontà di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale dei territori meno privilegiati del Paese", dice Vitale. Una scelta etica, sostenibile e ad alto impatto. Da segnalare che la società prevede di offrire ai propri investitori il beneficio fiscale al 65% almeno fino all'11 aprile 2025 e fino al raggiungimento di una raccolta di 100.000 euro. —lavoro/[email protected] (Web Info)

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