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Per la ripartenza del food retail c’è chi ‘gioca in attacco’ e investe

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Roma, 6 ott. (Labitalia) – Il 2020 è senza dubbio l’annus horribilis per molti settori e tra questi il food retail, particolarmente colpito sia per le chiusure imposte dal lockdown sia per le difficoltà della riapertura, legate soprattutto alle misure anticontagio necessarie nei luoghi pubblici. Ma sono molti i brand che hanno dimostrato la propria resilienza reinventandosi, trovando soluzioni originali e cercando di cogliere le opportunità nella crisi. L’autunno è tempo di bilanci e la voglia di ripartenza e di riscatto è palpabile così come la tenacia degli operatori del settore che non hanno mai smesso o hanno ripreso ad investire.

Alice pizza, marchio romano specializzato nella pizza in teglia, ha aperto a luglio una nuova pizzeria a Milano Assago e prepara l’inaugurazione della sua prima Pizzeria con Accademia milanese in Buenos Aires: “Il nostro formato è piuttosto resiliente e ha performato bene anche durante l’emergenza”, sottolinea Claudio Baitelli, ad di Alice Pizza, “E’ innegabile una flessione – avverte – ma va evidenziata una crescita nei settori delivery e asporto, che sposano bene la natura del nostro marchio. Per il 2020 abbiamo in programma una decina di nuove pizzerie tra diretti e franchising,e entro la fine del mese, 1 a Roma, 2 a Milano e 1 a Torino. A Milano abbiamo deciso di aprire anche l’Accademia, che già ci caratterizza a Roma, dove organizzeremo corsi ed eventi dedicati al mondo della pizza di Alice”.

Stefano Saturnino, ad del concept di pizzerie Pizzium, non si è mai fermato e dichiara: “Nell’emergenza abbiamo preso subito in mano la situazione con pragmatismo e determinazione, cercando di trovare soluzioni alternative per continuare ad offrire un servizio ai clienti e tutelare il nostro business. Il delivery e poi il take away ci hanno sostenuto e oggi abbiamo Uber Eats come partner in esclusiva. L’estate è stata intensa perché abbiamo pianificato 3 nuove aperture concentrate nel mese di settembre: Cesano Maderno, Parma e Piacenza, tutte portate a termine. Ora stiamo lavorando a una seconda apertura a Roma e guardiamo avanti decisi a rispettare i nostri programmi. Nel 2021 vogliamo portare Pizzium in oltre 10 nuove città”. “Siamo un grande Gruppo che opera in Italia e all’estero quindi la crisi degli ultimi mesi, con la chiusura dei ristoranti in tutto il mondo, si è fatta sentire”, afferma Giovanni Galbiati, ad di Fratelli la Bufala. “Oggi sono ottimista – assicura – perché stiamo tornando rapidamente alla normalità, i clienti sono di nuovo nei nostri locali e possiamo riprendere i piani di sviluppo che avevamo interrotto dopo le aperture, nel giro di pochi mesi, dei nuovi flagship store”.

Ma è il digitale il grande vincitore di questo periodo di pandemia, la tecnologia che ci ha consentito di comunicare, lavorare e approvvigionarci anche stando a casa. In questo senso sono molte le soluzioni adottate anche nel settore food. “Dal nostro punto di osservazione privilegiato, notiamo un costante incremento quotidiano di aperture dei nostri menu digitali, che hanno largamente ormai superato il milione e mezzo”, commenta Pietro Ruffoni, fondatore di HealthyFood, che ha sviluppato My Contactless Menu. “Ogni settimana, la curva di crescita dell’utilizzo dei nostri menu cresce del 5%. Ciò significa che chi ha investito in tecnologia e innovazione del servizio, a tutela anche della salute di dipendenti e clienti, ha vinto”, spiega.

“Noi siamo nati 3 anni fa – racconta Giovanni Farese, dg della digital company webidoo – per favorire la digital transformation delle pmi italiane. La crisi sanitaria ha evidenziato come la tecnologia ci possa ‘salvare’ e oggi pare a chiunque qualcosa di irrinunciabile e scontato. In questi mesi abbiamo rafforzato le nostre partnership strategiche, in particolare wix e shopify per l’e-commerce, e messo a punto prodotti verticali per agevolare l’utilizzo di strumenti web in vari settori tra cui il food retail: la nostra soluzione webi food 360 è stata molto apprezzata dai ristoratori che soprattutto per l’autunno sono decisi ad adottare tutti gli strumenti utili ad accelerare la ripartenza”.

Inaugurato la scorsa primavera, il progetto Pick Meal Up, prima app di take away a prezzo fisso, è stato testimone di un periodo di grande difficoltà per il settore ma anche ricco di opportunità. “Siamo attivi a Milano – dice Carlo Farina, ad di Pick Meal Up – e stiamo sperimentando alcune zone dell’hinterland. La ripartenza sta andando molto bene, sempre più ristoratori aderiscono alla nostra piattaforma perché vedono un’occasione in più di business, facendo innovazione. Per quanto riguarda i clienti, la app è stata molto scaricata e apprezzata, segno che le persone hanno voglia di tornare ad uscire e sperimentare cose nuove”.

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