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Iran, Zampini (Camcom Italia-Iran): “Attacco aumenta difficoltà imprese italiane, Roma può avere ruolo mediazione”

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(Adnkronos) – "L'augurio è quello di una risoluzione in tempi rapidi della situazione di tensione che si è creata, innanzitutto per la popolazione civile. È chiaro poi che questo aumenta la difficoltà delle imprese italiane che operano nell'area, nel momento in cui, in seguito alle tensioni determinate dall'allarme dazi Usa, avrebbero bisogno di sbocchi commerciali diversi. Quindi la Camera sta guardando con attenzione alla situazione in atto per capire come poter supportare le imprese nelle prossime settimane e dare indicazioni". Così, con Adnkronos/Labitalia sulla situazione in Iran dopo l'attacco di Israele, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia – Iran & Paesi E.c.o, l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-e.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), l’organizzazione economica regionale con sede a Teheran, di cui è membro anche l’Iran.  Un'area, quella in cui opera la Camera di commercio, che può rappresentare una grande opportunità per le imprese italiane. "Ci sono Paesi in forte crescita, e la nostra Camera, su richiesta anche degli associati, lo scorso anno ha allargato il raggio di azione su questo campo di mercato. E' l'Iran costituisce un elemento anche di passaggio fondamentale alla regione, strategicamente. E per questa la situazione creatasi va considerata in modo molto attento", sottolinea.  "Chiaramente -sottolinea Zampini- credo che la Farnesina con l'unità di crisi abbia tutti i contatti delle persone presenti. Io stamattina ho sentito qualcuno dei miei contatti in zona, hanno avuto danni vicino, sentivano chiaramente gli scoppi delle bombe nella zona periferica di Teheran, ma al momento non c'è stato nessun danno riportato da personale italiano delle aziende del nostro Paese presenti in Iran".  E il presidente della Camera di commercio invoca un ruolo di mediazione per l'Italia. "L'Italia -spiega- è sempre stata vista molto bene in Iran, da quando io vi opero, e cioè da 25 anni, è sempre stata il primo o secondo, tra i paesi europei, nello scambio commerciale con Teheran. E secondo me può avere un ruolo di mediazione. Già nei giorni scorsi a me risulta che ci sono stati colloqui bilaterali con l'ambasciatore Guariglia, segretario generale della Farnesina, e l'ho ritenuto un ottimo segnale anche per prendere un ruolo l'Italia. Cosa succede oggi alla luce di questo evento lo vedremo, al momento non si può fare nessuna considerazione", sottolinea.  "Per cui l'augurio è che innanzitutto si normalizzi la situazione dal punto di vista umanitario e civile, e poi che ci sia chiarezza per le imprese che hanno bisogno di capire su quale mercato andare. Le imprese non è che vanno e vengono da un Paese, per fare un investimento devono capire come muoversi", continua Zampini.  Anche perchè, sottolinea Zampini, l'Iran e l'intera area possono rappresentare uno sbocco commerciale interessante per le aziende italiane. "Attualmente le imprese italiane in Iran -racconta Zampini- operano con difficoltà, viste le sanzioni, in diversi settori, come nel campo medicale. Alcune aziende sono presenti anche nel Paese, altri tentano di scambiare merci. Ci sono delegazioni Iraniane che vengono nel nostro Paese, lo scorso anno ne abbiamo avute sei, con i vincoli corretti che pongono i visti all'ingresso. L'anno scorso è aumentato, anche se di poco, l'export italiano verso l'Iran, ma è sempre circa un terzo di quello che fa la Germania. La potenzialità delle piccole e medie imprese italiane è però ancora rilevante su certi settori, come ripeto il medicale-farmaceutico, l'agroalimentare, che non sono colpiti dalle sanzioni e che possono costituire uno sfogo abbastanza interessante", conclude.   (di Fabio Paluccio)  —lavoro/[email protected] (Web Info)

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