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Fase 2: Sics, cani salvataggio in azione con nuove tecniche a ‘misura’ di Covid

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Roma, 13 mag. (Labitalia) – Dagli elicotteri alle spiagge i cani da salvataggio della Sics ai blocchi di partenza. La lunga quarantena ha permesso a Ferruccio Pilenga, fondatore dei Sics ( la più grande realtà Internazionale che si occupa di salvataggio in mare con unità cinofile) protagonista insieme a Reef del film in Imax3d SuperpowerDogs, di elaborare un innovativo metodo di salvataggio con i cani mantenendo il necessario distanziamento. “Grazie alle decine di telefonate – racconta Ferruccio Pilenga in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia – che tutti giorni ricevo dagli istruttori nazionali Sics e dai presidenti regionali e migliori allievi, che danno continui spunti, si è potuto a focalizzare un nuovo e innovativo metodo di salvataggio con i cani in acqua. Il nuovo scenario obbliga tutti a nuovi approcci per la sicurezza sia degli operatori che nei soccorsi delle persone in difficoltà in acqua”.

“Studiando al rallenty – spiega – tutte le operazioni svolte in questi 30 anni con elicotteri e motovedette dai quali i nostri cani si tuffano senza esitazione con vento e tempesta. Oppure gli interventi da spiaggia con onde anche molto alte, sfruttando la tecnica delfino, con imbraghi galleggianti da noi ideati ed indossati dai nostri cani, dpi fondamentali per la sicurezza. Tutto questo ha permesso decine di salvataggi ogni anno”. Focalizzare tutte queste operazioni, ha permesso a Ferruccio Pilenga insieme all’inseparabile Reef, “di elaborare un nuovo metodo di salvataggio che permette ai nostri soccorritori di operare in tutta sicurezza ed offendo alla persona in pericolo un adeguato distanziamento. Questo nuovo metodo sarà adottato da ogni unità cinofila Sics”.

“Partendo dalla tecnica delfino – afferma – che ho inventato io stesso dopo essermi calato con il verricello da un elicottero con Mas, nel 1992, che permette al soccorritore di essere rimorchiato dal cane, si è scoperto un nuovo step, una nuova linea guida. Il soccorritore attaccato al cane, con ausili tecnici, può operare a distanza di sicurezza mettendo allo stesso tempo in totale sicurezza il naufrago o la persona in difficoltà. Il soccorritore arriva , ma davanti a lui c’è il cane, che permette di ottenere la distanza di sicurezza soccorritore/pericolante”. “Giusti sul posto a nuoto – continua – trainati dal cane viene lanciato il salvagente mantenendo la distanza. Al cane è rimandata l’operazione di recupero, ascoltando le correnti e non nuotando contro di esse. Il soccorritore sorveglia il tutto a distanza di sicurezza confortando la persona in difficoltà”. “In questo caso – assicura Ferruccio Pilenga – i cani da salvataggio possono esser il jolly della manica. Saranno sicuramente spiagge più sicure. Insieme agli uomini della guardia costiera, veri professionisti e alle migliaia di bagnini, grandi colleghi”.

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