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Di Maio (Assolavoro): “Occupazione tramite agenzia per il lavoro in recupero”

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Roma, 23 mar. (Labitalia) – “I dati disponibili su inizio 2021 segnalano uno scenario complessivo di recupero dell’occupazione tramite agenzia, dopo i mesi di calo verticale per l’occupazione in quasi tutti i settori”. E’ l’analisi, con Adnkronos/Labitalia, di Agostino Di Maio, direttore generale di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro.

“Lavorando con le imprese di tutti i comparti -spiega ancora Di Mario- i nostri indicatori anticipano le tendenze nuove e sono in linea con gli andamenti di medio tempo. Per cui, mentre da una parte c’è tutto il settore tecnologico e digitale, oltre che di cura e di assistenza alla persona, che sale, gli altri ancora faticano a tornare a livelli pre crisi, alcuni segnali di fiducia tuttavia ci sono”, aggiunge.

La situazione cambia da un settore all’altro. “Trasversalmente il ‘green’ è evidentemente la nuova frontiera -spiega Di Maio- e molte imprese sono già avanti su questo. Le aziende più grandi, che peraltro hanno mediamente reagito alla crisi meglio o comunque più in fretta, anche su questo hanno pianificazioni in corso da più lungo tempo. La sfida nuova è tutta centrata su quello: imprese orientate fortemente al digitale in una società ricentrata sui temi della sostenibilità”, aggiunge.

I prossimi mesi saranno quindi cruciali. “Il lavoro in somministrazione che, giova sempre ricordarlo, è l’istituto che nella flessibilità assicura maggiori tutele e diritti in capo al lavoratore, si è dimostrato -sottolinea Di Maio- pure nelle fasi di crisi più resiliente anche rispetto al lavoro a termine alle dirette dipendenze dell’azienda, con un rapporto di uno a tre in termini di tenuta. Per una ragione molto semplice: le agenzie per il lavoro hanno interesse a collocare i candidati e a ricollocare chi ne ha bisogno”.

Certo, sottolinea Di Maio, “per il futuro, se ci dovessero essere nuove restrizioni, naturalmente i settori interessati avrebbero le conseguenze dirette peggiori e di riflesso anche la somministrazione in quei settori”.

“Dai nostri dati si evince, tuttavia, anche un’ulteriore conferma di un elemento: resistono di più e meglio le professionalità più formate. Se fosse mai stata necessaria una controprova della necessità di investire su competenze e formazione mirata e finalizzata, questa emerge dal nostro Osservatorio”, aggiunge Di Maio.

E Assolavoro plaude alle misure contenute nel dl sostegni del governo. “Aver prorogato la ‘sterilizzazione’ del cosiddetto decreto Dignità è ugualmente positivo. Il prossimo passo dovrebbe essere quello di sedersi intorno a un tavolo senza pregiudizi per esaminare, dati alla mano, l’andamento dei flussi in entrata e in uscita nel nostro mercato del lavoro e fare una riflessione seria sulle tipologie contrattuali da incentivare”.

“Quella legge -spiega ancora Di Maio- è nata su un pregiudizio ideologico e quindi era già sbagliata prima della pandemia, figurarsi oggi. Serve un atto di realismo più che di coraggio”, aggiunge. Inoltre, per Di Maio, “il dl sostegni, opportunamente, prevede la proroga di una serie di misure in tema di lavoro, a cominciare dagli ammortizzatori sociali. Questo consentirà al nostro settore di poter continuare a garantire, come è accaduto sempre, anche in piena pandemia, l’erogazione puntuale, senza mai un ritardo, entro la metà del mese successivo a quello in questione, sia delle retribuzioni, sia delle misure di sostegno”.

E Assolavoro non fa mancare il suo contributo nella campagna vaccinale. “Da più lungo tempo il nostro settore -spiega Di Maio- è impegnato con la professionalità della propria rete (che in tutto conta oltre 2.500 filiali e più di 10mila dipendenti diretti) a dare corso ad attività di ricerca, selezione, ove possibile di formazione, di personale che direttamente o indirettamente poi interviene per velocizzare il piano. È un lavoro spesso lontano dai riflettori ma che chi sta in prima linea conosce bene”.

E da Assolavoro c’è anche sostegno all’azione di Confindustria. “Più recentemente Assolavoro ha sostenuto e incoraggiato la campagna del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha portato a individuare oltre 7mila imprenditori disponibili ad aprire le porte delle proprie aziende per velocizzare il piano vaccini”, conclude.

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