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Del Conte: “No a proroga blocco licenziamenti, maschera disoccupazione”

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Milano, 7 gen. (Labitalia) – “Una proroga del blocco dei licenziamenti? La politica dovrebbe dire: ‘Non rinnoviamo il divieto e invece mettiamo in piedi un sistema efficace di ricollocazione al lavoro”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Maurizio Del Conte, presidente di Afol Metropolitana ed ex presidente dell’Anpal, commentando l’intervista al Corriere della Sera di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia. “Il blocco dei licenziamenti maschera la disoccupazione latente e di fatto sospende rapporti di lavoro -spiega Del Conte- che non saranno riconfermati”. Non solo. “Congela anche -prosegue il giuslavorista- in modo negativo posizioni di lavoro che invece potrebbero essere rimesse in circolo”. “Di proroga in proroga -aggiunge Del Conte- il problema viene drammatizzato: invece va affrontato prima perché questa massa di esuberi rischia di trasformarsi in uno scenario drammatico”.

“Un’altra Agenzia per la Formazione? Direi che meno istituzioni nuove si fanno e meglio è” dice poi Maurizio Del Conte, commentando ancora le parole del presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, che ha suggerito di “costituire un’Agenzia pubblica per la Formazione e Riconversione Professionale, con articolazioni provinciali”. Del Conte concorda però con Bonometti sulla necessità di una svolta nel sistema formativo. “C’è bisogno di costruire uno strumento alternativo a quello che oggi sono gli ammortizzatori sociali a fondo perduto -spiega Del Conte- ossia legati quasi esclusivamente al sostegno del reddito e occorre invece costruire per il disoccupato un vero percorso di riqualificazione e di riaccompagnamento al lavoro”. Ma se poi, osserva Del Conte, sul fatto se “sia giusto che questo lo faccia l’Anpal o una nuova Agenzia, occorre pensare che ad esempio in Italia c’è anche l’Inapp, l’ex Isfol, che ha competenze proprio nella formazione e nell’orientamento dei lavoratori”. “Le Agenzie esistenti potrebbero essere accorpate, rafforzando il loro ruolo e mettendo insieme formazione e servizi al lavoro. Va messa insieme e riunita -conclude Del Conte- la filiera dell’occupazione: un’operazione che finora non è stata possibile per mancanza di un progetto e anche di risorse. Adesso le risorse ci saranno con Recovery Fund: non sprechiamole”.

Per gestire la disoccupazione occorre passare “da un sistema che destina il 90% delle risorse a politiche passive a fondo perduto, e solo il 10% alla formazione, a un sistema che investa sull’occupabilità della persona che ha perso il lavoro: rispetto all’Europa siamo indietro di 20 anni, quindi usiamo le risorse del Recovery Fund per questa svolta. E’ un treno che passa una sola volta e non lo possiamo perdere -osserva Del Conte-. In Europa non si è aspettato la pandemia per mettere insieme servizi per il lavoro con la riqualificazione professionale. E se penso a un modello da seguire, quello più efficiente mi pare il modello tedesco che realizza il trasferimento del disoccupato direttamente dall’azienda all’Agenzia pubblica”.

L’Agenzia federale del Lavoro tedesca (Bundeasgentur für Arbeit- BA), spiega Del Conte, “prende in carico il disoccupato e lo paga, ma non a fondo perduto. E’ un sistema a valore aggiunto perchè in quel periodo la BA provvede a indirizzarlo e a riqualificarlo verso un altro impiego”. “Certo, questo ha dei costi e impatta anche con le criticità del sistema istituzionale italiano, nel rapporto Stato/Regioni, che però possono essere risolti ottimizzando alcuni aspetti: la ripartizione delle competenze, innanzitutto con il piano nazionale di formazione che spetta allo Stato e le Regioni che dovrebbero avere i compiti dell’ultimo miglio”. “Bisogna concordare con le Regioni standard formativi validi per tutta l’Itralia e fare formazione specialistica: basta coi corsi sul pacchetto Office o di inglese. C’è bisogno di altro”, conclude Del Conte. (di Mariangela Pani)

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