Covid Italia, Aidp: “Non solo dipendenti e familiari, vaccinare anche clienti in aziende”

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(Labitalia) – “Condividiamo assolutamente la proposta di Bonomi, a tal punto che rilancerei. Chiederei di allargare anche ai clienti di alcune aziende, penso soprattutto al settore dei servizi, bancario, istituti di credito e via dicendo”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Isabella Covilli Faggioli, presidente Aidp, l’Associazione italiana direttori del personale, commenta la disponibilità annunciata dal presidente di Confindustria Bonomi ad aprire le fabbriche per le vaccinazioni anti-Covid 19 di dipendenti e familiari.

“Ricordo che per molte aziende -spiega ancora Covilli Faggioli- è già prassi consolidata vaccinare i loro dipendenti (e familiari) con l’antinfluenzale tutti gli anni. Non dobbiamo far altro che allargare l’attenzione alla loro sicurezza e salute anche nel periodo pandemico che stiamo vivendo”, sottolinea.

Le aziende al centro della campagna vaccinale, per Aidp. “Rientra già nella attività che molte aziende già fanno normalmente. Quindi noi sosteniamo, e lo abbiamo anche già detto in altre occasioni, che le aziende possono e devono mettere a disposizione di un ampio piano vaccinale anche i loro presidi sanitari. Questo può anche servire a vincere le diffidenze di chi è meno convinto del vaccino”, aggiunge la leader dell’associazione italiana dei direttori del personale.

E Covilli Faggioli aggiunge: “Noi faremo di tutto per puntare sulla persuasione dei dipendenti a vaccinarsi. Questa è la nostra linea che è emersa ampiamente dalla nostra survey sul tema. Ci sembra questa la strada più efficace che ci sentiamo di promuovere stante la non obbligatorietà del vaccino e la divisione tra i giuslavoristi sulle conseguenze contrattuali nei confronti dei dipendenti che decideranno di non vaccinarsi”, aggiunge ancora.

“Siamo consci -spiega ancora- che si tratta di un tema di tutela della salute di tutti di valore primario e che quindi andranno messi in campo tutti gli strumenti possibili per garantirla, ma misure drastiche devono essere sempre l’estrema ratio”, sottolinea commentando l’ipotesi che Inail possa non rimborsare dei sanitari che si sono rifiutati di vaccinarsi e hanno poi contratto il virus.

“Nel mezzo ci sono diverse possibilità intermedie”, conclude.

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