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Coronavirus: l’esperto legale, ‘in azienda protocollo sicurezza va monitorato’

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Roma, 29 apr. (Labitalia) – “La gestione della Fase 2 che prevede la riapertura delle aziende richiede grande attenzione. Un contagio da Covid-19, infatti, potrebbe essere considerato alla stregua di un infortunio sul lavoro. Se il dipendente richiamato al lavoro dovesse contrarre o ammalarsi di Coronavirus, il datore di lavoro o il suo delegato alla sicurezza potrebbero essere responsabili”. Lo spiega Giovanni Montanaro, di Rodl & Partner, colosso della consulenza legale presente in 49 paesi nel mondo tra cui l’Italia.

“Ovviamente – continua l’esperto legale – affinché ciò sia configurabile è necessario da parte del denunciante dimostrare di aver effettivamente contratto il virus in azienda nonché, da parte dell’azienda, una violazione dei protocolli di sicurezza richiesti dalla normativa sull’emergenza Coronavirus”. Protocollo anti-contagio che fissa una serie di rigorose indicazioni (gestione delle distanze, adeguatezza dei dispositivi di protezione personale, igiene personale, sanificazione degli ambienti lavorativi, ecc.) che non solo devono essere organizzate, e le aziende proprio in questi giorni si stanno attrezzando in tal senso, ma soprattutto mantenute e continuamente monitorate.

“E quest’ultimo punto – spiega l’avvocato – non è assolutamente da sottovalutare: infatti è necessario non solo che le aziende siano in regola con tutte le misure richieste dalla normativa emergenziale e Testo unico sulla sicurezza attualmente in vigore, ma soprattutto è necessario un continuo monitoraggio volto a verificare che tali misure siano effettivamente rispettate. In ogni caso, una condotta diligente evita responsabilità, di natura penale, amministrativa o civile nel caso di un contagio accidentale”.

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