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Con lockdown è knit-mania, lavoro a maglia diventa anche fonte di reddito

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Roma, 23 apr. (Labitalia) – La knit-mania, la passione per il lavoro a maglia, è sempre più popolare in Italia. Un trend cui hanno contribuito anche le diverse fasi di lockdown cui il nostro Paese è stato costretto negli ultimi 12 mesi. E c’è anche chi ha utilizzato il knitting come nuova forma di reddito. Lo rivela un sondaggio svolto tra i suoi clienti da Bettaknit, brand italiano che ha rivoluzionato la ‘maglieria fai da te’ con i suoi ricercati kit maglia e uncinetto, e i filati pregiati. Una survey nata da un campione di 3.000 clienti. Al quesito “Durante la pandemia e i vari lockdown, la tua passione per il knitting è aumentata?”, infatti, ben il 46% degli intervistati ha risposto positivamente. “Alcuni dei dati emersi, come la prevalenza del genere femminile tra i clienti, non ci hanno sorpreso. Così come quanto sono apprezzati i nostri video tutorial, vale a dire dal 60% del campione. Altri dati offrono, invece, spunti molto interessanti, a partire da quelli legati al lockdown e a i suoi effetti”, affermano Barbara e Elisabetta Fani, sorelle fondatrici del brand.

“Non solo – proseguono le sorelle Fani – ma un segnale legato ai lockdown lo abbiamo interpretato anche dal semplice quesito legato al motivo per cui si lavora la maglia: il 55% ci ha risposto che si tratta di una pratica rilassante quanto lo yoga, a conferma degli ultimi studi portati avanti da diverse realtà anche in campo medico-scientifico. Il 36% parla di semplice passione, ma quanto ci ha impressionato è che un 3% del campione lo considera come una nuova forma di reddito. Un dato che ha il suo bel peso se proiettato in un’ideale graduatoria di tutte le nuove modalità di guadagno in un momento di grande crisi come quella che stiamo vivendo”.

Il tema del lockdown, sia pure in modo meno diretto, torna anche nel quesito che riguarda il ‘mood’ nel momento della giornata in cui si prendono in mano gli strumenti per sferruzzare: il 55% degli intervistati ha dichiarato che succede in contemporanea con la visione di una serie tv, vale a dire un altro topic fondamentale emerso in tante inchieste sui passatempi in tempo di pandemia: knitting e serie tv come tandem di successo per un relax assicurato. Per il medesimo quesito il 20% del campione ha dichiarato che quando lavora a maglia è semplicemente ‘assorto nei propri pensieri’, il 13% sceglie l’abbinata con l’ascolto della musica, mentre è bassa la percentuale di coloro che knittano in compagnia (5%).

Un altro dato molto rilevante è quello legato all’utilizzo di filati eco-sostenibili: per il 56% si tratta di un aspetto ‘molto importante’ (e ‘importante’ per il 26%), a testimonianza di come i clienti apprezzino quello che da sempre è un caposaldo della filosofia imprenditoriale di Bettaknit, brand che sposa completamente il rispetto per l’ambiente e le tendenze green grazie a filati prodotti in modo ecosostenibile e molti dei quali frutto del recupero e riutilizzo di materiali di scarto, quali ad esempio il filato denim ricavato da jeans usati o il cashmere rigenerato da vecchi maglioni. Interessanti anche i dati relativi all’età (fermo restando il totale predominio dell’audience femminile, che lascia a quella maschile solo un minuscolo 1%): 18-24 anni (4%); 25-34 anni (20%); 35-44 anni (32%); 45-54 anni (24%); 55-64 anni (17%); +65 anni (3%). E alla provenienza geografica: Nord Italia 67%; Centro Italia 25%; Sud Italia e Isole 8%.

Riguardo alla provenienza geografica, le sorelle Fani affermano: “Circa la suddivisione geografica, abbiamo in effetti notato una maggiore concentrazione al Nord e a scalare nel Centro e nelle Isole. Questo perché generalmente al Nord si risentono prima e in maniera più forte gli influssi delle tendenze moda dei paesi nord-europei. Siamo però fiduciose che presto questa differenza tenderà a livellarsi, in quanto le regioni italiane in cui si stanno riscontrando negli ultimi due anni crescite importanti in ambito di consumi online sono proprio le regioni del Sud Italia, con la Campania in testa. E già iniziamo a percepire questo cambio di rotta: le nostre clienti del Sud, se da un lato acquistano meno frequentemente, dall’altro tendono ad acquistare prodotti di alta qualità come cashmere”.

Altri due quesiti, infine, danno indicazioni di natura tecnica. Il 41% del campione si ritiene bravo nel lavoro a maglia ma con margini di miglioramento. Nella stessa categoria si segnala il 28% per chi sostiene di ‘cavarsela benino’ e il 14% per i principiati assoluti. Il 59% degli intervistati, infine, si dichiara appassionato anche di uncinetto (oltre all’utilizzo dei ferri). Nella categoria si registra un discreto 11% che si dedica al ricamo, anche se il 25% dichiara di non conoscere altre tecniche.

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