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Cinema: su rivista Assolombarda la proposta per tax credit e logo 100% made in Italy

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Milano, 7 set. (Labitalia) – “Per far ripartire il mondo della pubblicità e del cinema italiano dopo il Covid abbiamo pensato a un credito d’imposta per quelle aziende che sceglieranno di girare spot 100% italiani”: è questa l’iniziativa pubblicata sul web magazine di Assolombarda Genio & Impresa (genioeimpresa.it) del regista Luca Lucini, autore di grandi successi cinematografici come “Tre metri sopra il cielo” e del film “L’impresa di servire l’Italia”, realizzato in occasione dell’Assemblea Generale di Assolombarda 2019 con protagonisti gli attori Filippo Nigro e Giuseppe Cederna.

Come spiega Lucini, sostenuto dal collega Nicolò Bravetta di AIR 3, l’Associazione Italiana Registi, produrre direttamente in Italia, oltre a valorizzare il talento degli attori, degli addetti e il territorio del Bel Paese, potrebbe rappresentare un punto fondamentale per la ripresa di un settore che, secondo i dati Nielsen, nel 2019 ha generato 7 miliardi di euro e che coinvolge 2mila imprese e 20mila addetti ai lavori costretti a fermarsi durante i tre mesi dell’emergenza sanitaria.

Ma non è tutto. “L’idea è quella di creare una sorta di logo per poter premiare quei clienti pubblicitari e quelle produzioni che si avvarranno al 100% di tutta la filiera italiana per girare uno spot” spiegano i due registi.

“Al di là del logo di cui le aziende potranno fregiarsi e di un notevole ritorno di immagine per il sostegno all’Italia in questo momento così difficile vorremmo che ci fosse anche un beneficio fiscale, che fosse riconosciuto un tax credit come avviene nelle produzioni cinematografiche. Stiamo confrontandoci con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna) e l’obiettivo è presentarla al Ministro Franceschini” dicono Lucini e Bravetta.

“Con la fine delle restrizioni ci sono stati dei segnali di ripresa dal mondo del cinema – spiega Luca Lucini – Alcune delle produzioni bloccate sono ripartite con grandi danni economici, mentre i film che dovevano uscire nelle sale durante il periodo di lockdown andranno in coda alle nuove pellicole. Partendo dal presupposto che il 30% delle produzioni cinematografiche vanno all’estero a registrare perché risulta più economico e con meno burocrazia, un’inversione di tendenza vorrebbe dire avvalersi e valorizzare registi, attori, tecnici, musicisti e maestranze italiane che tutto il mondo ci invidia”.

“Inoltre – concludono i due registi – L’iniziativa potrebbe rappresentare una grande possibilità di ripresa per il settore alberghiero e della ristorazione che sono stati tra i più colpiti dalla pandemia e una grande opportunità formativa per i giovani talenti costretti molto spesso ad andare all’estero per lavorare”.

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