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Caputi (Federterme): “Per italiani estate mordi e fuggi, pochi in alberghi”

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Roma, 27 ago. (Adnkronos/Labitalia) – “Possiamo dire che la stagione turistica a maggio, giugno e luglio non è c’è stata e che per le terme italiane il mese di agosto è stato buonino, ma con numeri assolutamente lontani da quelli del 2019, e con un bassissimo utilizzo del comparto alberghiero, come d’altronde avvenuto in tutto il settore turistico. In pratica, gli italiani hanno fatto un’estate da ‘mordi e fuggi'”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Massimo Caputi, presidente di Federterme Confindustria, la Federazione italiana delle industrie termali e delle acque minerali curative, fa il punto sull’andamento del settore per la stagione in corso.

Secondo Caputi “la più preoccupante sono i booking per i prossimi 4-5 mesi, con numeri ridicoli, in pratica non ci sono prenotazioni. E questo vorrà dire che se non ci saranno provvedimenti adeguati di medio periodo tante aziende sono destinate alla chiusura”.

E fino a questo momento, secondo Caputi, i provvedimenti del governo sono serviti a poco. “Il bonus vacanze, nonostante la somma considerevole a disposizione, circa 3 miliardi di euro, non ha contribuito al rilancio del turismo ma ha attivato solo una spesa di breve periodo per una determinata fascia”.

“Per rilanciare il turismo, servono invece provvedimenti di medio periodo che tengano conto anche degli investimenti fatti dalla strutture per fronteggiare l’emergenza coronavirus”, spiega ancora.

E secondo Federterme gli interventi da mettere in atto per aiutare il comparto sono chiari. “Il dl agosto -spiega Caputi- prevede un credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere con un limite massimo di 200mila euro. Ma questo può bastare al massimo per una pensione di 10 camere. In fase di conversione del decreto ci auguriamo che questo limite venga innalzato a una cifra più accettabile per il settore alberghiero”.

E non è la sola richiesta che Caputi fa all’esecutivo per aiutare la riprese del comparto turistico. “I termini per la restituzione dei finanziamenti con garanzia statale di Mcc vanno innalzati da 6 a 15 anni. Se il termine resterà quello dei 6 anni le imprese rischieranno il default”, spiega preoccupato il leader dell’organizzazione confindustriale.

E secondo Caputi “l’apertura delle scuole il 14 settembre per poi richiuderle 4-5 giorni dopo per l’allestimento dei seggi per le elezioni regionali e il referendum è una cosa senza senso, che inoltre accorcia ancora di più una stagione turistica che già in pratica non ha avuto maggio, giugno e luglio. Noi quindi chiediamo che l’apertura delle scuole venga posticipata all’ultimo lunedì di settembre, anche per non accorciare ulteriormente la stagione turistica delle strutture italiane”, conclude il leader di Federterme.

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