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Altagamma, Covid colpisce mercato del lusso nel 2020 calo senza precedenti

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Milano, 18 nov. (Labitalia) – Il 2020 è previsto chiudersi con una flessione tra il -20/-22% per quanto riguarda il mercato globale del lusso. Per i beni di lusso personali (moda, gioielleria, accessori, cosmetica), il calo è previsto intorno al -23%, nello scenario base. Per il 2021, prevista una ripresa di circa il 14% di media per il lusso personale. La situazione e le prospettive dell’industria e dei mercati dell’alto di gamma sono emerse dagli studi Altagamma bain worldwide market monitor 2020 (presentato da Claudia D’Arpizio e Federica Levato, Bain & company), Altagamma consensus 2021 (Stefania Lazzaroni, Fondazione Altagamma), nel corso della digital conference tenutasi oggi.

“Il 2021 – ha dichiarato Matteo Lunelli, presidente di Altagamma – sarà l’inizio della ripresa, benché il ritorno graduale ai livelli pre-crisi sia previsto a partire dal 2022. Il consensus Altagamma stima per il 2021 una crescita a doppia cifra in tutti i comparti mediamente del 14%, con il consolidamento del retail digitale (+22%) e del mercato cinese (+18%), vero campione uscente dalla crisi. La reattività delle imprese ai grandi cambiamenti in atto sarà cruciale”.

Ciò richiede “maggiori investimenti e un contesto che li incentivi con investimenti pubblici in ricerca, formazione, digitalizzazione, green transition. L’alto di gamma può essere il motore della nostra ripresa se messo al centro delle strategie di sviluppo e riconosciuto come elemento distintivo del soft power italiano ovvero il nocciolo identitario della nostra immagine nel mondo”.

“Abbiamo vissuto – ha spiegato Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain & company, autrice dello studio insieme a Federica Levato, partner di Bain & company – un anno difficile, costellato da cambiamenti repentini e inaspettati, e il lusso non ne è uscito indenne. Sebbene il comparto abbia sofferto della mancanza di viaggi intercontinentali e dei continui lockdown, riteniamo che abbia la resilienza necessaria per superare la crisi e uscirne più determinato e dinamico che mai. Nel prossimo decennio questo comparto cambierà radicalmente. Non si parlerà più di industria del lusso, ma di mercato dell’eccellenza culturale e creativa. In questo nuovo contesto, i brand vincenti saranno quelli che partiranno dalla propria eccellenza, reinventando al contempo il futuro grazie ad una mentalità ribelle”.

Tutte le categorie sono previste tornare a crescere con una media in doppia cifra, intorno al +14%, in virtù dell’atteso rimbalzo verso i dati molto negativi del 2020. La crescita maggiore è per la pelletteria (+16%), per cui si prevede un sostanziale ritorno ai livelli 2019. Positive anche le previsioni per la cosmetica (+15%). Meno dinamici abbigliamento e calzature (+14%), per una serie di elementi: eccessi di magazzino con possibili svalutazioni, smartwoking protratto per alcuni mesi, una crescita di activewear/leisurewear a scapito di altre categorie. Gioielli e orologi (+12%) risentono maggiormente della mancanza del travel retail così come della difficoltà a ricreare, online, quelle esperienze in store di cui il prodotto spesso necessità. Migliori le performance per i gioielli con brand di grande appeal e con una forte presenza in Asia.

In uno scenario di normalizzazione, il retail fisico è previsto crescere del +15%, dopo il calo del -20% del 2020. Resta un canale di rilievo per l’alto di gamma, ma da integrare all’imprescindibile digital retail. Per il wholesale fisico (+8%) la situazione è più critica: già in forte sofferenza in alcune geografie, è peggiorata con l’impatto della pandemia e l’assenza dei viaggi.

Opposto lo scenario per il digitale: gli analisti si aspettano che continui a crescere ancora più velocemente anche nel 2021 per un’ormai acquisita attitudine a comprare lusso online anche a fronte di una più ampia scelta. Sia per retail digitale (+22%) che per il wholesale digitale (+18%) le crescite sono previste a doppia cifra. E’ il banco su cui si gioca la partita del futuro e i grandi player si stanno già muovendo per il controllo di questo che è molto più di un canale, e molto più di un mercato.

Il 2020 e le previsioni 2021 confermano la solidità dei cinesi come primi consumatori mondiali del lusso: i loro acquisti, calati solo moderatamente nel 2020 nonostante la loro storica predisposizione al travel shopping, sono previsti crescere del +20% nel 2021, quando si prevede almeno un parziale ritorno agli spostamenti al di fuori del Paese.

Si stima l’entrata di nuovi consumatori nel target lusso e un buon dinamismo delle donne. Si prevede una moderata ripresa dei consumi da parte di europei (+11%) e nord americani (+12%), che fa seguito ad un deciso calo nell’anno in corso (tra il -20% e il -30%). L’eventuale impedimento a viaggiare per ulteriori lockdown/incertezze favorirà gli acquisti di prodotti di lusso versus viaggi/hospitality.

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