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Var e arbitri, Rocchi: “Errori ridotti dell’86%”

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Firenze, 24 mag. – (Adnkronos) – “Abbiamo ridotto almeno dell’86% gli errori che ci sarebbero stati senza la tecnologia”. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, traccia il bilancio nel corso della conferenza stampa di fine stagione a Coverciano. “Arrivare al cento per cento sarebbe bello, ovvio, ma non credo ci si possa riuscire”, dice. In totale, sulle 370 gare di Serie A analizzate – manca l’ultima giornata – i check (cioè i controlli ufficiali) sono stati 2066 e hanno portato a 128 interventi del VAR: soltanto in quattro occasioni la decisione dell’arbitro di campo non è stata modificata dopo l’on field review. Secondo i dati dell’Aia, ci sarebbero stati 128 errori senza Var, mentre con il Var sono scesi a 18.

“Qualcuno ha fatto di tutto per crearci problemi: c’è stata una grossa fetta di calcio che ci ha dato una grossa mano, perché se non avessimo supporto dalle società nel gestire partite complicate io potrei anche smettere. Anche gli errori sono esperienza, perché quando uno va a San Siro, all’Olimpico, al Maradona per la prima volta è difficile reggere l’impatto”, aggiunge.

“Ogni errore grande fa crescere -dice ancora Rocchi-. Però qualcuno ci ha davvero creato problemi, anche se non faccio nomi, perché ogni volta che finiva una partita veniva rimarcato che avevamo fatto male. Io ai miei arbitri dico grazie a caratteri cubitali. Il lavoro era partito da una base di 50 arbitri, anche se erano 52 ma due non li abbiamo utilizzati. Solo 17 avevano più di 50 gare in Serie A con una media di 125 a testa. 45 arbitri su 52 hanno fatto almeno una presenza in Serie A ed è un dato importante. A un certo punto del campionato abbiamo pensato solamente a dare il miglior arbitro possibile, con tanti internazionali in campo anche nell’ultima di Serie A”. “Fatemi ringraziare Doveri e Valeri: sono stati i migliori della stagione, nonostante gli abbiamo tolto qualcosa e non è stato semplice. La risposta che ci hanno dato è stata davvero importantissima”, dice ancora.

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