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Vaccini, Orfeo (Sin): “In Italia monoclonale sarebbe svolta contro virus sinciziale”

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Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) – “Gli anticorpi monoclonali nella strategia di prevenzione del virus respiratorio sinciziale rappresenterebbero anche in Italia una svolta importante, perché ci consentirebbero di cambiare totalmente la storia naturale della malattia che, ricordo, è molto grave non solo per gli effetti che ha nell’immediato, ma anche per le conseguenze che può avere durante la vita del bambino, in particolare in termini di maggior frequenza di asma”. Così all’Adnkronos Salute Luigi Orfeo, presidente della Sin (Società italiana di neonatologia) e direttore Uoc Neonatologia, Patologia neonatale e Terapia intensiva neonatale Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina-Gemelli Isola Roma, a margine dell’evento ‘Un cambio di paradigma nella prevenzione del virus respiratorio sinciziale (Rsv) nella prima infanzia’, promosso oggi alla Camera dei deputati.

“Nonostante l’Rsv rappresenti la principale causa di infezioni respiratorie pediatriche e la seconda causa di morte entro il primo anno di età – spiega Orfeo – vi è ancora un bisogno sanitario insoddisfatto sul fronte della prevenzione e delle terapie. Attualmente noi abbiamo solo la possibilità di fare profilassi per alcune popolazioni particolari. Da circa 20 anni è presente un anticorpo monoclonale che viene utilizzato con 5 iniezioni per 5 mesi consecutivi nei bambini particolarmente fragili: nati prematuri, con patologie croniche, broncodisplasici”, cioè affetti da una cronicità del danno polmonare, “con cardiopatie congenite e bambini con particolari sindromi genetiche e neuromuscolari. Fortunatamente nei nostri reparti di Terapia intensiva neonatale e di Terapia intensiva pediatrica vediamo soltanto bambini nati a termine e senza fattori di rischio. Tuttavia, per questi bambini non esiste ancora una possibilità di profilassi. In realtà, per la bronchiolite a Rsv non esiste neanche una vera e propria terapia, solo una terapia di sostegno con ossigeno e idratazione. Dobbiamo infatti aspettare che la malattia faccia il suo corso. Per questo motivo attendiamo con grande ansia la possibilità di avere a disposizione un’arma che ci consenta di poter combattere questa malattia su tutta la popolazione”.

Durante l’evento il presidente della Società italiana di neonatologia e la presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Annamaria Staiano, hanno presentato insieme il Manifesto Sip e Sin ‘Prevenzione delle infezioni pediatriche da virus respiratorio sinciziale’, in cui auspicano che venga superato il concetto di prevenzione basata sulle sole vaccinazioni e che nelle strategie di prevenzione nazionali, e quindi nel calendario, vengano inclusi anche gli anticorpi monoclonali preventivi.

“Il Manifesto è rivolto al decisore politico – sottolinea Orfeo – perché noi abbiamo bisogno con urgenza che venga approvata la possibilità di utilizzare anche in Italia, e possibilmente nell’ambito della prevenzione al pari delle vaccinazioni, un nuovo anticorpo monoclonale già approvato dall’Ema e ora al vaglio dell’Agenzia italiana del farmaco, e che noi speriamo di avere a disposizione il più presto possibile. E’ infatti un anticorpo a lunga emivita e con una sola iniezione, fatta all’inizio del periodo epidemico, potrebbe coprire tutti i bambini per tutto l’arco temporale a rischio che in Itala va da ottobre a marzo. Quindi sarebbe una vera svolta”.