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Università: Bernini, ‘con Pnrr 60mila nuovi posti letto’

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Roma, 10 mag. (Adnkronos) – ”Il Pnrr prevede di realizzare 60mila posti aggiuntivi. Il Mur ha già raggiunto il primo target, assegnando agli studenti 7.500 posti letto. Nelle prossime ore partirà una manifestazione d’interesse per capire gli immobili pubblici su cui possiamo contare per creare gli altri 52.500 posti previsti. Nei giorni scorsi ho chiesto il supporto dei sindaci delle città metropolitane e lunedì ho istituito il gruppo di lavoro che dovrà stabilire prezzi al di sotto di quelli di mercato”. Lo dice in un’intervista a ‘Il Giornale’ il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. ”Non voglio cavalcare polemiche, ma trovare soluzioni – aggiunge – Né posso permettere che si faccia demagogia su un tema così importante e che in questi anni non è stato affrontato come andava fatto. Il momento è difficile, c’è una congiuntura economica che pesa molto anche sugli affitti. Dobbiamo dare risposte subito, ponendoci in una posizione di ascolto e non di contrapposizione”.

”Servono più risorse – aggiunge – Con l’aiuto di tutto il governo, per le residenze universitarie abbiamo già messo in legge di bilancio 400 milioni in più rispetto alle risorse ordinarie, che ci permetteranno di creare 14mila nuovi posti letto. Si tratta di risorse extra rispetto a quelle Pnrr. Ma sappiamo che è solo un primo passo”. E in merito a eventuali agevolazioni sulle rette in ateneo precisa: ”Esiste una No tax area che il Ministero rifinanzia con 165 milioni di euro l’anno per esonerare gli studenti con un Isee inferiore a 22mila euro dalle rette universitarie. Nella legge di Bilancio abbiamo stanziato ulteriori 500 milioni per i prossimi due anni con l’obiettivo di aumentare il numero e l’importo delle borse di studio. Il diritto allo studio è una priorità del Governo”. E sulla possibilità di aumentare i posti nella facoltà di medicina dice: ”Avremo più posti, e sarà un’apertura programmata e sostenibile. Prevediamo un aumento tra il 20% e il 30% degli studenti. Una stima frutto del lavoro del gruppo di esperti che si è occupato di calcolare il fabbisogno di futuri medici ed al quale ho chiesto di continuare a lavorare sul nodo delle specializzazioni, il vero collo di bottiglia del sistema sanitario”.