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**Ucraina: su social appelli per far uscire i propri cari italiani dal confine, ‘pago qualsiasi cifra’**

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Roma, 25 feb. (Adnkronos) – C’è chi ha la compagna e i figli intrappolati a Kiev ed è disposto a pagare chi lo aiuterà a farli arrivare in Italia, chi cerca di uscire dalla frontiera con la Polonia e chiede aiuto e rinforzi, chi si mette a disposizione con i propri mezzi per tentare di varcare i confini. Sono decine gli appelli, spesso disperati, di cittadini italiani che chiedono aiuto ai social per riunirsi con i loro familiari e amici, prima che la situazione lo renda a tutti gli effetti impossibile. “Vi prego qualcuno nelle vicinanze di Tal’ne che possa portare al confine 2 donne e una bimba di 2 anni e mezzo. Sono disposto a pagare qualsiasi cifra”, scrive Antonio Pellino sul sito Facebook ‘Italiani in Ucraina’.

“Qualcuno ha notizie se alla frontiera con la Polonia dall’Ucraina c’è la possibilità di attraversare il confine? Il figlio della mia compagna sta cercando di uscire dall’Ucraina”, gli fa eco in un altro post Alberto Previtali. “Ci sono sistemi per andare via dal Ucraina per la mia fidanzata e sua mamma? Grazie dei consigli”, scrive Maurizio Maury. “Se qualcuno parte da Kiev zona Darnitza per qualsiasi frontiera mi contatti, per favore”. E così via: “Ciao ragazzi, io sono italiano, i figli della mia compagna sono in Ucraina, il problema che non hanno i documenti, hanno solo diciamo il certificato di nascita, il padre è sparito da dicembre”, è l’appello di Henry Sanrth. Le preoccupazioni per i bambini sono le più numerose: “Qualcuno di Dubno che va verso il confine Polacco? C’è una mia amica con 2 bimbi di 5 anni e 1 anno e mezzo”, aggiunge un altro utente.

Dai messaggi traspare paura, concitazione, in qualche caso nervosismo, ma per lo più il risveglio di una grande solidarietà che porta moltissimi italiani ad offrire il proprio aiuto a chi è in difficoltà. “Partenza domani da Kiev Vinitsa Udine Grosseto. Chi ha bisogno di un passaggio mi scriva”, informa Vito Scala. E c’è anche chi mette a disposizione la propria professionalità. “Salve a tutti. Scrivo con un profilo anonimo per sicurezza. Sono un’infermiera italiana, vorrei sapere se ci sono organizzazioni che si occupano di portare sanitari in Ucraina in vista dell’emergenza -scrive una donna- Grazie a tutti, forza Ucraina”.

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