Ucraina: padre Oleksandr da Gorodok, ‘anche i seminaristi vogliono andare al fronte’
Roma, 2 mar. (Adnkronos) – “Abbiamo tre seminaristi che si vorrebbero arruolare ed andare a combattere a Mariupol. Sono ex soldati che con Mariupol bombardata da più di dodici ore vorrebbero andare in soccorso ai loro ex compagni. Ma noi non possiamo prendere le armi. Così adesso stiamo improntando corsi per cercare di convincerli a servire il Paese in modo diverso. Ma è molto difficile fermarli”. Lo racconta all’Adnkronos don Oleksandr Khalayim del seminario dello Spirito Santo a Gorodok, in provincia di Khmelnytsk, che aggiunge: “hanno circa trent’anni e combattuto tra il 2014 e il 2016. Uno di loro è diacono, ma il richiamo alle armi è forte”.
Tranquilla la situazione nella zona dove si trova il seminario ed in cui “abbiamo accolto anche i ragazzi di un altro seminario di Kiev, distrutto dai bombardamenti. Adesso siamo circa una cinquantina. Abbiamo un seminterrato dove ci rifugiamo al suono dell’allarme, che arriva tramite un’app che abbiamo scaricato su telefonini circa tre volte al giorno tra le 9 del mattino e le 2-3 di notte, con un anticipo di circa 6 minuti dal bombardamento, quando passa il pericolo arriva il messaggio che si può uscire e risaliamo”, spiega.
Per il resto la giornata trascorre tra preghiere allargate a 4-5 ore di adorazione al giorno, poi via crucis, alle 21 luci spente obbligatoriamente fino alle sei del mattino successivo. “Abbiamo anche aiutato a blindare la città con le barricate. E da domani il seminario preparerà il pranzo per i soldati in città. Sarà complicato portarlo, perché ogni 5-10 km bisogna fermarsi per il controllo dei documenti. I centri abitati sono blindati. In ogni piccolo paese ci sono almeno due volontari che girano la notte, sempre uomini. Le donne e i bambini stanno sfollando verso i paesi confinanti. Mentre in questi giorni sono rientrati dall’estero in Ucraina 80mila uomini”.

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