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Ucraina: ministro Sviluppo, ‘serve sostegno internazionale, 10mld subito per stabilizzare’

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Kiev, 21 apr. (Adnkronos) – Chi finanzierà la ricostruzione dell’Ucraina? “Il Paese ha ovviamente bisogno del sostegno internazionale. L’Ucraina non ce la fa da sola in questa impresa. Ci stiamo rivolgendo ai governi dei paesi partner, alle organizzazioni internazionali con cui abbiamo collaborato in passato e stiamo iniziando a collaborare adesso. Risale ad esempio di due giorni fa la firma di un memorandum sui profughi con l’Onu, che prevede tra l’altro aiuti anche per gli sfollati interni, sostegno economico a chi li accoglie, ricerca di soluzioni abitative. Come risultato già adesso abbiamo ottenuto un finanziamento aggiuntivo (al programma esistente del governo per il rimborso spese delle utenze) per quasi 10mila nuclei familiari “. Lo dice all’Adnkronos Oleksiy Chernyshov, ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori dell’Ucraina preannunciando che “per la stabilizzazione dell’economia occorreranno in prima fase, nel 2022, 10mld di euro. Poi nella fase due, dedicata alla ricostruzione delle infrastrutture e tre, al Piano Marshall, centinaia e centinaia e centinaia di miliardi di euro di investimenti”.

Sono sei i fondi per la ricostruzione e gli aiuti già istituiti dal governo ucraino: Fondo di sostegno alle forze armate dell’Ucraina; Fondo umanitario; Fondo per la ricostruzione delle infrastrutture e della proprietà privata distrutta; fondo per la ripresa e la trasformazione economica; fondo di sostegno alla piccola e media impresa; gestione del debito e fondo di rimborso. “Si parla adesso anche dell’adozione di un trust fund europeo per l’emergenza. Lavoriamo anche con la Banca europea degli investimenti e con la Nefco per trovare soluzioni e strumenti finanziari per l’Ucraina. Altri giocatori chiave sono il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il G7 – prosegue Chernyshov – La nostra economia è in sofferenza ed è necessario attivare supporti finanziari che consentano in una prima fase una ri-stabilizzazione socio economica. Poi al termine del conflitto punteremo alla ricostruzione delle infrastrutture, quindi ad un Piano Marshall per l’Ucraina”.

“Stiamo adottando il metodo della Banca mondiale – spiega il ministro all’Adnkronos – utilizzato in altri paesi in cui sono avvenute azioni belliche, secondo il quale dalla stabilizzazione finanziaria del Paese, dipenderà anche il valore conseguente dei costi necessari alla ricostruzione”. E’ difficile dunque fare un computo preciso anche perché tra l’altro “è ancora in corso la fase attiva delle azioni belliche. In molti posti è impossibile accedere, in altri è ancora in atto lo sminamento. Le cifre possono oscillare da decine a centinaia di miliardi di dollari, noi al momento stiamo lavorando ad un censimento generale dei danni. Ma un punto è certo: Senza contributi al budget statale la catastrofe umanitaria è annunciata”.

(di Roberta Lanzara)

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