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Ucraina: ministro Sviluppo, ‘rimborsi a chi accoglie sfollati, ma puntiamo su città modulari’

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Kiev, 21 apr. (Adnkronos) – La gestione dell’emergenza sfollati è al cuore delle attività del ministero per lo Sviluppo delle comunità e dei territori dell’Ucraina. In base ai dati diffusi dall’Onu lo scorso 15 aprile, oltre ai 4mln di rifugiati in Europa, ci sono 6,5 milioni di persone sfollate in Ucraina. “Le accogliamo nelle case degli abitanti delle regioni più sicure, nell’ambito del così detto progetto ‘Rifugio’ in base al quale i proprietari degli appartamenti di determinate regioni ospitano gratuitamente gli sfollati interni e il governo mensilmente rimborsa le famiglie sul pagamento delle utenze. La somma di tale rimborso è compendiata in circa 450 hryvmi a persona”. Ne parla con l’Adnkronos Oleksiy Chernyshov, ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori dell’Ucraina che aggiunge: “il collocamento degli sfollati interni avviene però anche in asili, sanatori, scuole, dormitori. Anche lì è previsto un rimborso delle utenze da parte dello Stato”.

Tra le modalità di intervento in favore degli sfollati, Kiev punta alle cittadelle modulari. “Ne abbiamo aperta una a Leopoli martedì scorso grazie all’aiuto della Polonia, che accoglie 350 persone ma a breve ne apriremo altre 3, per un potenziale di accoglienza di oltre un migliaio di persone – annuncia il Ministro – Sempre grazie al sostegno dei partner polacchi, città prefabbricate compariranno nelle regioni di Kyiv, Cernihiv, Sumy. Capiamo che questa è una soluzione a breve termine ma è un rimedio che ci consentirà di essere più efficaci nella risoluzione di questo problema dolente”.

Per quanto riguarda gli sfollati all’estero temete possano finire in circuiti illegali? “Bisogna affermare che i problemi esistono – risponde all’Adnrkonos – E oggi il governo ucraino lavora per evitare tali pericoli. In particolare, insieme ad altri paesi, informa costantemente i profughi sulla loro sicurezza personale e i loro diritti negli altri paesi, comunica le regole di attraversamento del confine e i punti ufficiali di aiuto. Inoltre il Governo ha creato un gruppo di cui fanno parte ministri e altri rappresentanti del governo che si occupano della questione di permanenza dei nostri cittadini all’estero”.

(Roberta Lanzara)

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