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Ucraina: ministro politiche sociali, ‘aiuti sociali garantiti a 6 mln persone e 7mln sfollati interni’

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Roma, 27 mag. (Adnkronos) – Due i pensieri dopo le prime bombe del 24 febbraio: la preoccupazione sul come riuscire ad aiutare tutti ed il sollievo della precedente attivazione di molti servizi a distanza già prima della guerra. Così il ministro dell Politiche sociali dell’Ucraina, Maryna Lasebna, ripercorre con l’Adnkronos i timori e gli sforzi compiuti dal suo Dicastero in questi mesi di guerra nella salvaguardia del proprio popolo. “Sapevo che avrei avuto bisogno del doppio, del triplo delle risorse rispetto a prima. Ed ero angosciata dal dove trovarle. Ma mi sollevava la consapevolezza che prima della guerra erano stati attivati moltissimi servizi a distanza e che dunque la popolazione invece di correre sotto gli spari verso l’ufficio del fondo pensioni o quello dei servizi sociali avrebbe potuto mettersi al riparo e chiedere aiuto dal proprio cellulare”.

Tra le prime sfide: le evacuazioni delle città e l’aiuto ai fragili che da soli non avrebbero mai potuto salvarsi dal fuoco nemico. Inoltre la sburocratizzazione delle regole di importazione degli aiuti umanitari, la proroga dell’accredito degli aiuti sociali a chi già era eletto a riceverli e la semplificazione delle modalità di assegnazione a chi era eleggibile. “Un’azione grazie alla quale oggi abbiamo garantito e finanziato al 100% aiuti sociali a 6 mln di persone, 1 milione delle quali nei territori più colpiti dalla guerra”, riferisce. Numeri a cui si aggiungono quelli degli sfollati, in tutto circa 12 milioni, ed il coordinamento degli sforzi per la gestione di questi flussi: “Sono 5 milioni gli ucraini fuggiti all’estero. Vorrei ringraziare a questo proposito – aggiunge – l’Italia e gli altri paesi che hanno offerto e fornito asilo al nostro popolo nell’attesa che terminino gli orrori della guerra. Sette milioni di persone invece si sono spostate all’interno del paese, che abbiamo aiutato sul fronte casa e sussidi di disoccupazione, nonostante il paese in questo momento a causa del blocco dell’economia abbia meno risorse per la protezione sociale”. (di Roberta Lanzara)

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