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Ucraina, l’editore Teti: “oggi in Italia ho scoperto la censura dei media”

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Roma, 3 mar. (Adnkronos) – “Noi dovremmo incrementare i rapporti culturali con la Federazione russa, seguendo la saggia iniziativa dei tedeschi che in questo momento di crisi hanno potenziato gli investimenti in questa direzione. Avremmo anche gli strumenti dato che è stata recentemente effettuata la più grande riforma dell’Italia repubblicana con l’istituzione alla Farnesina di una Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, a sostegno del nostro soft power all’estero. Sfruttiamola”. Ad intervenire con l’Andkronos è Sandro Teti, editore specializzato in paesi di area post sovietica e presidente della Fondazione Alferov Italia che aggiunge: “durante la guerra fredda il dialogo era aperto fra scienziati e persone di cultura. Oggi in Italia ho scoperto la censura dei media. Sono addirittura stato cacciato da trasmissioni televisive. E continuo a ricevere minacce attraverso i social ed il telefono. Anche di morte”.

“Verremo a bruciare tutti i tuoi libri; Fai schifo, tu e i tuoi padroni russi; sei un venduto…Anche da persone che conosco, che si dicono paladini della tolleranza e del politicamente corretto, come un autorevole studioso di lingua e cultura polacca che mi ha insultato in modo pesantissimo per aver pubblicato una newsletter su un nostro libro interessantissimo ‘Attacco all’Ucraina’ che contiene autorevoli interventi da Lucio Caracciolo a Fausto Biloslavo, da Franco Cardini a Maurizio Carta. Ho subito reazioni scomposte ed offensive – denuncia Sandro Teti – pesantissime soprattutto quando da anonimi. Per questo ribadisco: Mi appello all’ambasciatore Terracciano, autorevole direttore generale per la Diplomazia pubblica e culturale della Farnesina, che conosco e apprezzo molto, in quanto portatore di grandi iniziative culturali. Dobbiamo seguire l’esempio dei tedeschi che per evitare di rafforzare Putin hanno stanziato un budget supplementare per fare più iniziative culturali con la Russia. Se non lo faremo, sarà peggio della guerra fredda”.

“Pur avendo sostenuto più volte in passato l’operato di Putin, condanno questa guerra e Putin che l’ha scatenata – precisa l’Editore – Ma ritengo sia stato un errore clamoroso dell’Occidente cassare tutti i media russi, come Sputnik che è un portale multi piattaforma che copre quasi tutte le lingue europee. Con un risultato: in controffensiva i russi oscureranno l’alter ego di Sputnik, che è radio Svovoda (Free Europe – ndr), istituita dalla Cia nel 1950 e finanziata, dagli anni 70 ad oggi dal Congresso Usa come tv che tramette in tutta la Russia via satellite, app e web in lingua russa e decine di altre lingue dello spazio ex sovietico, come ceceno, tartaro…A che serve escludere gli atleti paraolimpici russi e bielorussi? Impedire un corso su Dostoevskij? Annullare il festival del teatro e della musica russa di Genova? Chiedere l’immediata rimozione da Mosca di Marc Innaro, uno dei più preparati ed equilibrati giornalisti Rai? Impedire agli editori russi di partecipare alla fiera dell’editoria per ragazzi di Bologna? Tutto questo – conclude – porterà ad un impoverimento culturale e della informazione da una parte e dall’altra. Mentre la cultura educa alla tolleranza”.

(di Roberta Lanzara)

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