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Ucraina: il sinologo Sisci, ‘per la Cina adesso il vantaggio è stare in zona d’ombra’

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Roma, 5 mar. (Adnkronos) – “La posizione della Cina adesso è ambigua. Da un certo punto di vista è simile alla posizione italiana in tanti momenti storici: un colpo al cerchio ed uno alla botte. Da un canto la Cina ha paura di una Russia forte, perché una vittoria in Ucraina rafforzerebbe Mosca; ma d’altra parte c’è il problema opposto: se Putin perde, la Russia tracolla e naturalmente la Cina sarebbe ancora più isolata, cosa che non può piacere a Pechino. Insomma è una ‘lose to lose proposition'”, cioè comunque vada la Cina in questo binomio perde. A dipingere all’Adnkronos la complessità dello scenario e la difficoltà della Cina ad assumere un posizione chiara rispetto al conflitto è il sinologo Francesco Sisci che individua anche un terzo elemento che potrebbe esserle favorevole: “con la guerra la Cina sta in un cono d’ombra e questo potrebbe essere un vantaggio per Pechino”

“Per la Cina è un vantaggio stare in ombra – spiega – E’ un guadagno che si declina nel non dover vivere l’ansia stringente di essere accusata dalla stampa internazionale, nel non essere il cattivo di turno e nel poter fare più affari e cercare spazi”. Sisci guarda anche a medio e lungo termine e ravvisa “ci sono anche elementi preoccupanti per la Cina. La Nato è ritornata viva, è rinata e una Nato piu forte è comunque preoccupante per Pechino. Inoltre la Cina per anni ha scommesso nella separazione tra Ue e Usa. La guerra in Ucraina ha rafforzato il rapporto: l’Europa per quanto riguarda la Russia oggi è piegata sull’America. Dunque domani lo sarà anche per quanto riguarda la Cina. Se l’Ue ha intessuto rapporti commerciali con Pechino, questa guerra insegna che forse questi rapporti potrebbero essere ripensati. Sono tutte grandi sfide, per cui in realtà la Cina è in una posizione molto, molto difficile”.

Questa la ragione della prudenza di Pechino? “Sì, Pechino sa che oggi lo scontro è contro la Russia ma domani potrebbe essere contro la Cina. La questione è: riuscirà ad uscire dall’angolo, oppure resterà sempre più affossata in questo angolo? Non si sa, è un grande problema”. Complicato da un ulteriore elemento in gioco, Taiwan: “io non credo che la Cina userà questo frangente per cercare di invadere Taiwan, perché ha il beneficio di stare in un cono d’ombra. Però oggettivamente l’invasione ucraina solleva sia questa possibilità, che quella di un attacco all’India per ragioni di confine o migliore spazio di manovra nel mar cinese meridionale. Non credo lo farà, ma dato che anche l’attacco all’Ucraina era considerato imprevedibile, sono possibilità che vanno considerate”.

Altro fattore da considerare nel quadro, per comprendere la posizione prudente dei cinesi: “sono le nuove alleanze degli Usa in Asia: l’AuKus (Australia, Uk e Usa, stipulata nel 2021 – ndr) e il Quad, alleanza tra Australia, Usa, Giappone, India ed un quinto pilone seminascosto che è il Vietnam. Questi sono i due assi”. E l’Ue? “Non c’è, perché fino ad oggi si è disinteressata dell’Asia. Ha pensato fosse solo una grossa banca di commercio. Grosso errore. Per non dire quello commesso dall’Italia: da decenni ha rinunciato a fare politica estera e oggi è in enorme difficoltà. Ma deve attrezzarsi, o rischia molto più di quanto rischi un’Ucraina in guerra. Oggi è questa l’emergenza: questa guerra calda o fredda durerà anni se non decenni. L’Italia deve attrezzarsi immediatamente, affrontando i problemi di petto ed in modo politico”.

(di Roberta Lanzara)

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