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Ucraina: Draghi sente Zelensky, fermo sostegno Italia, in prima linea per la pace

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Roma, 28 mar. (Adnkronos) – Mentre tutti attendono la telefonata con Vladimir Putin, alla quale ha fatto accenno nella conferenza stampa di venerdì scorso al termine del Consiglio Europeo, il presidente del Consiglio Mario Draghi sente al telefono Volodymyr Zelensky. Il sostegno dell’Italia è forte, tangibile, torna a ribadire il premier, impegnato in prima linea in un percorso di pace. Il confronto tra i due arriva alla vigilia della ripresa dei negoziati, domani alle 9.30 nel palazzo presidenziale a Istanbul.

Il presidente ucraino lamenta il blocco dei corridoi umanitari, racconta la tragedia con cui il suo popolo è chiamato a fare i conti ogni giorno, con l’assedio che va avanti, i bombardamenti che non si fermano e le bombe che cadono dappertutto, anche sulle scuole. Sale il numero delle vittime tra i civili, e in questa terribile conta, di sangue e morte, i bambini non vengono risparmiati, spiega Zelensky al premier. Che torna a ribadire, con forza, che l’Italia c’è, al fianco delle autorità e del popolo ucraini, ribadendo la piena disponibilità del nostro Paese a a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole delle crisi in Ucraina.

Poche ore prima, parlando in un convegno sulla guerra organizzato dalla Fondazione Einaudi, l’ambasciatore ucraino a Roma, Yaroslav Melnyk spiega che Zelensky vuole l’Italia tra i garanti della sicurezza. “Il nostro presidente ha lanciato l’iniziativa U24, United for peace – spiega – per creare un gruppo di Paesi capace di dare una risposta entro 24 ore in caso di aggressione. Secondo il nostro presidente, di questo gruppo dovrebbero far parte i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, piu’ la Germania, il Canada, la Turchia e anche l’Italia. Sono contento di vedere l’Italia in questo elenco”.

Dopo la telefonata con Draghi è lo stesso Zelensky, in un tweet, ad esprimere “apprezzamento per la volontà dell’Italia di unirsi alla creazione di un sistema di garanzie di sicurezza per l’Ucraina”. Si tratta di un percorso tutto da costruire, un processo negoziale per superare la crisi e garantire all’Ucraina e all’Europa la pace. L’Italia garante della sicurezza di Kiev sarebbe un riconoscimento del ruolo del nostro Paese accanto alle grandi potenze. Difficile dire sin da ora come questo percorso si svilupperà, ma certo è che Roma è pronta a spendersi, per far tornare la pace in Ucraina e preservare l’Europa da scenari di guerra e orrore. Battendo la via diplomatica, per una soluzione di pace che possa essere davvero durevole e reale per Kiev.

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