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**Tv: Sottile, ‘cominciai al Tg5 a 18 anni, Mentana fu durissimo ma ho imparato tutto’

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Roma, 12 gen. (Adnkronos) – “Ero un ragazzino e per me è stata una grande palestra. Ho iniziato lì la mia avventura, avevo 18 anni, ero una specie di furetto. Ricordo che Mentana mi faceva girare come se la Sicilia fosse Roma, la vedeva come un puntino sulla carta geografica e pensava che potessi raggiungere l’Etna da Palermo in mezz’ora. Da lì, le nostre epiche litigate”. E’ il ricordo che Salvo Sottile affida all’Adnkronos alla vigilia del 30mo ‘compleanno’ del Tg5: domani 13 gennaio, saranno infatti trascorsi 30 anni dalla prima messa in onda del telegiornale di Mediaset, il 13 gennaio 1992.

“Per me – spiega il giornalista siciliano – è stata una grande palestra. Mentana mi ha dato una grande fiducia e mi ha permesso di seguire i principali fatti di cronaca, che nella Sicilia del ’92, con i fatti di mafia che ne seguirono e che riguardarono anche falcone e Borsellino, erano intensi e impegnativi. Facevo talmente tanti pezzi che a Mediaset alla fine convenne assumermi, e fu così che diventai il più giovane giornalista professionista d’Italia: avevo 19 anni. Infatti, con i 30 anni del Tg5 festeggio anche i miei trent’anni di carriera”.

Il Tg5 degli esordi fu “un’avventura entusiasmante, eravamo tutti i ragazzi giovanissimi – ricorda Sottile – un drappello di cronisti che aveva l’energia e l’agilità dei ragazzini. Avevamo il pregio di muoverci in maniera veloce e di arrivare sul fatto in tempo reale e raccontarlo. Sicuramente quell’esperienza fu qualcosa che spronò anche i telegiornali Rai a fare meglio, perché costretti a confrontarsi con qualcosa di pionieristico”. In quegli anni “lavorai a stretto contatto anche con Sposini, Clemente Mimun che è l’attuale direttore e fu ugualmente bravissimo, Toni Capuozzo, e tanti altri”, spiega Sottile.

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