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Tumori, Neuromed: una lattuga velenosa aiuta a potenziare cure glioblastoma

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Roma, 25 gen. (Adnkronos Salute) – È nota come lattuga selvatica, e non è adatta al consumo alimentare perché tossica. Ma questa pianta – nome scientifico Lactuca virosa, dove ‘virosa’ sta, appunto, per velenosa – contiene una molecola che potrebbe costituire un aiuto supplementare nelle terapie antitumorali contro il glioblastoma. Sono i risultati di una ricerca diretta da Antonella Arcella, del Laboratorio di Neuropatologia molecolare dell’Unità di Neuropatologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, e pubblicata su ‘Molecules’. Nel corso dell’esperimento, i ricercatori hanno sottoposto a un trattamento con lactucopicrina uno specifico tipo di cellule del glioblastoma, un tipo di tumore maligno cerebrale particolarmente aggressivo, nonché il più diffuso.

“Il trattamento delle cellule di glioblastoma – riferisce Arcella, coordinatrice del laboratorio – si è dimostrato efficace utilizzando vari meccanismi. La lactucopicrina è infatti capace sia di arrestare il ciclo cellulare che di indurre apoptosi (la morte programmata delle cellule). Inoltre la stessa molecola è capace di aumentare la sensibilità delle cellule tumorali verso la temozolomide, il chemioterapico di prima scelta contro il glioblastoma”.

“Si è manifestata una sinergia – continua Arcella – tra il composto naturale e il farmaco. Questo ci fa pensare che la lactucopicrina possa entrare a far parte di una terapia multimodale che, combinando gli effetti della chemioterapia e dell’estratto naturale, possa rappresentare una strada terapeutica più efficiente contro questo insidioso tumore cerebrale”.

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