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Tumori, Fondazione Fonicap: “Lung unit per tutti i pazienti con cancro polmone”

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(Adnkronos) – Cresce in Italia l’impatto sulla popolazione del carcinoma del polmone, da sempre uno dei tumori più temuti e difficili da trattare. Lo scorso anno i nuovi casi registrati sono stati 44.830 mentre nel 2019 erano poco più di 42mila. L’incremento in cinque anni è stato del 5% e nei prossimi decenni il numero assoluto annuo di nuove diagnosi è destinato ad aumentare ulteriormente. Si calcola in media una crescita dell’1,3% per anno sia tra gli uomini che fra le donne. Tutte queste neoplasie dovrebbero essere gestite solo nelle Lung Unit, centri specializzati interdisciplinari e multispecialistici. Per questo Fondazione Fonicap (Forza operativa nazionale interdisciplinare contro il cancro del polmone) ha organizzato, a Erice (Tp), lo scorso weekend, la Consensus Conference ‘Healthcare organisational models, innovation and unmet needs of Lung Units in Italy’ in cui, per la prima volta in Italia oncologi, radioterapisti, chirurghi, pneumologi, patologi, radiologi, metodologi ed esperti di management si sono riuniti per dare inizio all’elaborazione di un nuovo modello organizzativo delle Lung Unit.  "Queste strutture sanitarie devono diventare il principale punto di riferimento a livello nazionale per la gestione delle neoplasie polmonari sul modello di quanto già avviene con le Breast Unit nel carcinoma mammario – sottolinea il Antonio Santo, presidente Fondazione Fonicap – I tumori toracici presentano un’altissima complessità e una costante crescita d’incidenza nel nostro Paese. Anche l’armamentario terapeutico si è ampliato negli ultimi 10-15 anni con l’introduzione di nuovi trattamenti biomolecolari e dell’immunoterapia che, utilizzati da professionisti esperti, possono notevolmente migliorare la prognosi anche in sottogruppi di pazienti con malattia avanzata. Per tutti questi motivi la gestione nel paziente non può essere lasciata al singolo specialista, che magari lavora in una struttura sanitaria che gestisce solo pochi casi l’anno".  Del resto, "fin dalla sua costituzione la nostra Fondazione promuove la costituzione dei Giot-Gruppi interdisciplinari di oncologia toracica presso le principali strutture ospedaliere – prosegue Rossana Berardi, presidente Network Giot di Fondazione Fonicap – Attualmente ne sono stati individuati oltre 60 in Italia e coprono in modo capillare l’intero territorio nazionale. Sono Gruppi interdisciplinari nati per assicurare a tutti i pazienti, affetti da neoplasie toraco-polmonari, una presa in carico tempestiva e coordinata da parte degli specialisti operanti presso tutte le aree interessate alla gestione dei pazienti. I Giot, tuttavia, al momento risultano molto eterogenei da un punto di vista organizzativo. Con la Consensus individuiamo le figure professionali che debbano comporre il team multidisciplinare, i percorsi di assistenza e cura omogenei e di qualità da attivare in tutte le Lung Unit, gli indicatori di monitoraggio per misurare l’efficacia dell’intervento". Nel carcinoma polmonare "un ruolo importante è quello svolto dalla biopsia liquida – sottolinea Antonio Russo, consigliere Fondazione Fonicap – Attraverso l’analisi del Dna tumorale circolante nel sangue possiamo stabilire se vi è, o meno, una risposta al trattamento con target therapy. Le tecniche radiologiche tradizionali o altri esami non sono in grado di produrre lo stesso tipo di informazioni. Questo ci ha permesso di comprendere alcuni dei meccanismi molecolari di resistenza ai principali farmaci oncologici. L’innovazione della ricerca – aggiunge – ha portato a risultati importanti nel contrasto ad un tumore che però rimane uno di quelli a prognosi più infausta. Ogni anno i decessi solo nel nostro Paese ammontano a oltre 35mila. Nonostante gli indubbi successi recenti i tassi di sopravvivenza e guarigione sono ancora molto bassi soprattutto se paragonati a quelli ottenuti in altre neoplasie". "Negli ultimi anni – rimarca Antonio Giordano, professore di Anatomia patologica, Università degli Studi di Siena e presidente Sbarro Institute Cancer Research and Molecular Medicine at Temple University, Philadelphia – siamo giunti all’identificazione di numerose alterazioni molecolari della neoplasia. Queste influenzano notevolmente la biologia del carcinoma e siamo già a conoscenza di diversi target terapeutici. Altre alterazioni invece in futuro potrebbero rappresentare nuovi possibili obiettivi per più efficaci e innovativi trattamenti anti-tumorali. La complessità del carcinoma polmonare deve perciò essere affrontata in strutture dedicate anche per potenziare la ricerca medico-scientifica".  Questo evento "è un primo passo importante nella direzione di uniformare le cure per il tumore del polmone – conclude Francesco Schittulli, presidente nazionale Lilt-Lega italiana per la lotta contro i tumori – Prioritario deve essere, infatti, garantire ai pazienti di tutte le Regioni d’Italia i medesimi livelli d’assistenza. Al tempo stesso, dobbiamo lavorare per ridurre l’impatto della malattia e quindi incentivare la prevenzione sia primaria che secondaria. Significa contrastare il pericoloso vizio del fumo che risulta ancora troppo diffuso anche tra i giovani residenti nel nostro Paese. Poi, va promossa maggiormente la diagnosi precoce della malattia, attraverso esami specifici nelle persone considerate a rischio". L’elaborazione scientifica e metodologica del progetto 'Lung Unit' di Fondazione Fonicap sarà condiviso con le Società scientifiche coinvolte nella gestione delle neoplasie toraciche e anche con le più importanti associazioni di pazienti. Il documento finale sarà poi oggetto di una pubblicazione scientifica e verrà presentato alle Istituzioni competenti. —[email protected] (Web Info)

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