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Trump e il piano per Gaza, valanga di no al controllo Usa: le reazioni

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(Adnkronos) – Cina, Egitto e non solo. Sono molti i Paesi che non ritengono il piano di Trump per Gaza una soluzione adeguata. L'idea del presidente Trump, condivisa con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, è quella della Striscia sotto il controllo degli Stati Uniti, per trasformarla nella "Riviera del Medio Oriente", con i "i palestinesi collocati in altri Paesi".  
Hamas parla di dichiarazioni "razziste" e "allineate" sulle posizioni dell'estrema destra israeliana: "La posizione razzista americana si allinea con quella dell'estrema destra israeliana nel trasferimento del nostro popolo e l'eliminazione della nostra causa", ha dichiarato Abdel Latif al-Qanou, portavoce di Hamas.    Contro il piano anche il leader palestinese Mahmud Abbas: "Abbas e la dirigenza palestinese manifestano il loro rifiuto categorico di fronte alle richieste di esproprio della Striscia di Gaza ed espulsione dei palestinesi, allontanati dalla loro patria", riporta l'agenzia palestinese Wafa. "Non permetteremo vengano attaccati i diritti del nostro popolo, per i quali abbiamo lottato per decenni e fatto grandi sacrifici", si legge in una dichiarazione rilanciata dalla Wafa, che denuncia "una violazione grave del diritto internazionale". "Pace e stabilità nella regione non sono possibili senza la creazione di uno stato palestinese, con Gerusalemme come capitale, secondo la soluzione dei due stati", insiste la dirigenza palestinese.  La Cina è contraria al "trasferimento forzato" dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, ha dichiarato dal canto suo il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, interpellato sul piano di Trump durante un briefing. "La Cina ha sempre sostenuto che il governo palestinese sui palestinesi è il principio fondamentale della governance di Gaza nel dopoguerra e siamo contrari al trasferimento forzato dei residenti di Gaza", ha affermato il portavoce.  Pechino auspica che "tutte le parti sfruttino il cessate il fuoco a Gaza e la governance nel dopoguerra come un'opportunità per riportare la questione palestinese sul percorso giusto di una soluzione politica basata sulla 'soluzione dei due Stati' per una pace duratura in Medio Oriente".  Per l'Egitto c'è la necessità di ricostruire rapidamente la Striscia di Gaza senza trasferire i palestinesi che ci abitano, come invece vorrebbe il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty incontrando il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mohammed Mustafa al Cairo. Abdelatty e Mustafa hanno condiviso "l'importanza di procedere con progetti di ricostruzione tempestiva a un ritmo accelerato, senza che i palestinesi abbandonino la Striscia di Gaza, con il loro impegno nei confronti della loro terra e il rifiuto di abbandonarla", ha affermato il ministero degli Esteri egiziano. Abdelatty ha inoltre chiesto all'Autorità palestinese di governare la Striscia di Gaza, che “assuma i suoi compiti nella Striscia di Gaza come parte dei Territori Palestinesi Occupati”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri.  "Inaccettabile". Così il capo della diplomazia turca, Hakan Fidan, risponde a Trump sul futuro della popolazione della Striscia di Gaza. "L'espulsione è un fatto che non possiamo accettare, che la regione non può accettare – ha affermato in dichiarazioni all'agenzia turca Anadolu – E' sbagliato parlarne".  "Non devo commentare le dichiarazioni, ci sono i fatti che contano. Quando ci sarà una proposta operativa, vedremo di commentarla, ma mi pare che sull'evacuazione civile della popolazione di Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare difficile", ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.   —internazionale/[email protected] (Web Info)

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