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Trieste: procura chiede di archiviare caso Liliana Resinovich (2)

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(Adnkronos) – Per il sostituto procuratore Maddalena Chergia, titolare del fascicolo, “la sola ricostruzione degli eventi consegnata dagli atti processuali è “l’intenzionale allontanamento” di Liliana Resinovich “dalla sua abitazione e dell’altrettanto intenzionale decisione di por fine alla propria vita”. Un esame “ragionato” dei complessivi risultati dell’indagine “non consente altre ipotesi, e dunque non legittima le illazioni arbitrarie e fantasiose germogliate qua e là nel gorgo mediatico” si legge nella nota del procuratore Antonio De Nicolo.

Una volta escluso l’omicidio, se non è stato possibile accertare se sia morta lo stesso giorno della sua scomparsa – “come molte circostanze in fatto, puntualmente indicate nella richiesta di archiviazione, inducono a supporre” – o se si sia nascosta un paio di settimane” ed abbia deciso di por fine alla propria vita solo pochi giorni prima del ritrovamento (come fa propendere la consulenza medico legale)”, per la procura “non è necessario sciogliere tale dilemma per giungere all’archiviazione” dato che non è emersa, “con un minimo di concretezza”, alcuna ipotesi di reato contro la vittima.

La decisione, arrivata a più di un anno dalle indagini, non sorprende. Decisiva si era rivelata la consulenza medico legale chiesta dalla procura in cui si evidenziava l’assenza di “qualsivoglia segno ragionevolmente riportabile a violenza per mano altrui”, la mancanza “di lesioni attribuibili a difesa” e di altre ferite che avrebbero potuto impedirle di reagire a un’aggressione. Una morta “per asfissia” – provocata dai sacchetti trovati intorno al collo – avvenuta “ragionevolmente a circa 2-3 giorni prima” del ritrovamento del corpo.