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Tranchina, l’azzurro che a Milano Cortina scierà per il Marocco: “Anche io giocherò in casa”

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(Adnkronos) –
Pietro Tranchina ha scelto il Marocco per inseguire il suo sogno sugli sci. Senza dimenticare l’Italia, presenza decisiva nel suo viaggio verso Milano Cortina 2026. Nato il 5 marzo 2003 a Susa, non lontano da Torino, è il primo sciatore marocchino in Coppa del Mondo e tra pochi giorni farà il suo debutto olimpico: "Ho sempre vissuto in Italia – racconta all’Adnkronos – ma il Marocco mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con i migliori, di crescere e fare esperienze importanti a livello sportivo. Nella scelta ha inciso anche il rapporto con mia madre Sadia. Siamo molto legati e nel suo Paese mi sento a mio agio".  
Debutterai alle Olimpiadi in Italia con la tuta del Marocco, da portabandiera per Rabat.  "A dire la verità non ci ho pensato più di tanto. Sarà bellissimo gareggiare a Milano Cortina, anche io giocherò un po’ in casa. Potrebbe darmi una spinta in più".  
Come stai vivendo l’avvicinamento ai Giochi?  "È l’obiettivo principale della stagione. Poi, se riusciremo anche ad abbassare il numero di pettorale in Coppa del Mondo ed entrare nei trenta, sarà fantastico. Ora voglio divertirmi e far bene a Bormio".  
Alla fine delle Olimpiadi, sarai contento se…  "Voglio offrire la versione migliore di me stesso, non penso al risultato. L’obiettivo è una top 30. Se dovesse succedere, avrei pronta la scommessa con il mio staff. Mi colorerò i capelli con la stella del Marocco".  
Perché non hai scelto l’azzurro?  "L'opportunità della Coppa del Mondo è una bellissima esperienza, mi confronto ogni giorno con i più forti non è scontato alla mia età. Per ora mi ha aiutato a crescere e in futuro l’obiettivo è ottenere risultati. Dobbiamo sistemare alcune cose, ma siamo sulla strada giusta”.  
Come nasce la passione per lo sci?  "Ho iniziato a cinque anni. Fino ai dodici ho sempre giocato anche a calcio fuori stagione, poi a un certo punto ho dovuto scegliere. Oggi mi concentro soprattutto sulle gare tecniche, ma in futuro vorrei avvicinarmi al SuperG. Serve tempo per rendere al meglio in tutte le discipline".  
Vivendo in Italia, come gestisci i rapporti con la Federazione?  "Siamo spesso in giro per il mondo, ma dal punto di vista logistico non è complicato. Nel team ci sono il mio allenatore Thomas Bottero e il mio skiman, Simone Remolif".  
C’è un campione che ti ha fatto innamorare dello sci?  "Da piccolo ero fissato con Alberto Tomba, resta un idolo. Poi ho seguito molto Ted Ligety, mentre oggi il punto di riferimento è Marco Odermatt". A Milano Cortina, Pietro e il fuoriclasse svizzero avranno qualcosa in comune. Entrambi scenderanno sulla Stelvio in una gara olimpica. Non male per un ragazzo che continua a scrivere la sua storia tra due Paesi e una passione. (di Michele Antonelli) 
—milano-cortina-2026/[email protected] (Web Info)

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