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Tragedia sul lavoro nel veneziano, morti due giovani operai caduti in fossa biologica

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(Adnkronos) – Tragedia sul lavoro nel veneziano oggi, lunedì 4 agosto. Due operai sono morti dopo essere caduti in una fossa biologica nei pressi di un'abitazione nella frazione di Veternigo, nel comune di Santa Maria di Sala. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che dopo aver recuperato i corpi sono ancora impegnati nella messa in sicurezza dell'area.  Secondo quanto riportato dei media locali, le due vittime avevano 23 e 30 anni.  “Da venerdì ad oggi, otto gravi incidenti sul lavoro da nord a sud dell’Italia. Un bilancio agghiacciante: tre morti, dieci feriti gravi, cantieri sotto sequestro. Mentre il Paese si ferma per le ferie estive, la strage silenziosa sui luoghi di lavoro non conosce tregua. Le dinamiche sono sempre le stesse: cadute dall’alto, folgorazioni, esplosioni, schiacciamenti. E le conseguenze, purtroppo, altrettanto note: vite spezzate, famiglie distrutte, e una nazione che continua a fare i conti con l’insicurezza strutturale nei luoghi di lavoro”. È la denuncia del presidente nazionale Anmil Antonio Di Bella. Il 1 agosto, in provincia di Salerno, a Montecorvino Pugliano, tre operai sono rimasti gravemente feriti a seguito del ribaltamento di un cestello mentre stavano montando un’insegna pubblicitaria. Lo stesso giorno, a Roma, due operai sono rimasti feriti a seguito di un’esplosione all’interno di una cabina elettrica durante lavori di manutenzione, mentre a Malo (Vicenza) due operai sono precipitati da un’impalcatura da un’altezza di otto metri. Sabato 2 agosto, un operaio di 31 anni è morto folgorato mentre lavorava su una piattaforma a sei metri d’altezza in un cantiere a Villadossola.  Oggi due giovani operai di 30 e 20 anni sono morti cadendo in una cisterna per la raccolta di residui biologici, a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia; un operaio di 62 anni, ad Andria, è rimasto gravemente ferito cadendo da quattro metri mentre posava delle lastre metalliche su un capannone; a Buddusò (Sassari), un operaio di 41 anni è stato travolto da pneumatico di un tir all’interno di un’officina meccanica e un operaio di 39 anni è finito in prognosi riservata dopo una caduta dal tetto durante l’installazione di pannelli fotovoltaici ad Eboli. "Come Anmil – continua il presidente Di Bella – chiediamo con forza un cambio di passo concreto: più prevenzione, più controlli efficaci, più formazione mirata, e un aggiornamento normativo che non resti lettera morta ma trovi reale applicazione nei luoghi di lavoro. Serve una svolta culturale: la sicurezza non può più essere vista come un costo da contenere, ma come un valore fondamentale da difendere ogni giorno". Nei primi cinque mesi del 2025, secondo i dati Inail, le denunce di infortuni mortali sono aumentate del 4,6%, con 386 vittime, mentre le denunce di malattie professionali hanno superato quota 42.000, segnando un incremento del 9%. Nel solo 2024, secondo i dati pubblicati dall’Istituto, nel settore delle costruzioni si sono registrati 182 infortuni mortali sul lavoro (escludendo quelli in itinere), pari al 20,5% del totale degli 886 decessi avvenuti in tutte le attività lavorative. Le cadute dall’alto restano la principale causa di morte, responsabili di oltre un terzo dei decessi nel comparto, con una media di 60-65 vittime l’anno. “Nemmeno due settimane fa, a Napoli, abbiamo pianto tre operai uccisi dal crollo di un cestello durante lavori di ristrutturazione e, cinque giorni fa, un operaio a Cagliari, morto dopo essere precipitato da un’altezza di sei metri. In quelle tragiche occasioni abbiamo chiesto, e oggi torniamo a chiedere con urgenza, l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, in grado di coordinare le indagini sui reati legati alla sicurezza e garantire giustizia rapida, uniforme ed efficace. Non possiamo continuare ad assistere inermi a morti che si possono e si devono evitare. Alle famiglie colpite da queste tragedie va tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Sappiamo bene, forse più di chiunque altro, cosa significhi affrontare un dolore così improvviso e devastante”, conclude Di Bella  —[email protected] (Web Info)

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