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Torture nel carcere di San Gimignano, condannati 10 agenti

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(Adnkronos) – Condannati 10 agenti della polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano (Siena) accusati di avere usato metodi violenti nei confronti di un detenuto tunisino nella fase di trasferimento da una cella ad un’altra. A due agenti è stata inflitta una pena a 2 anni e 3 mesi di reclusione, a 7 agenti a 2 anni e 6 mesi e ad un agente a 2 anni e 8 mesi.

Il pubblico ministero Valentina Magnini aveva chiesto 3 anni per otto agenti, 2 anni per un assistente capo e un anno e dieci mesi per un agente scelto.

Gli accusati sono stati processati per i reati di tortura in concorso e lesioni aggravate in concorso. Secondo la Procura, gli agenti della polizia penitenziaria l’11 ottobre 2018 avrebbero presero parte a una sorta di spedizione punitiva nei confronti di un detenuto tunisino che era stato arrestato per droga e una serie di furti.

Sulla base del dibattimento svoltosi con rito abbreviato, durante il quale sono state utilizzate immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, sono stati riconosciuti tutti e 10 colpevoli con la sentenza pronunciata oggi pomeriggio dal giudice Jacopo Rocchi.

Per tutti i condannati il giudice ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici per il periodo della condanna erogata ma solo quando la sentenza sarà definitiva. Stabilito anche un risarcimento economico al detenuto di 80 mila euro, che sarà erogato a sentenza definitiva.

La sentenza di oggi ha riconosciuto l’accusa di tortura come reato autonomo che, secondo il garante nazionale dei detenuti Michele Passione, una delle parti civili, “è più grave quando a commetterlo sono dei pubblici ufficiali che devono sapere indossano una divisa e devono quindi fare il loro dovere”.

Il legale degli imputati ha detto che aspetterà le motivazioni della sentenza per decidere di appellarsi. “Sicuramente faremo appello – ha detto l’avvocato Manfredi Biotti, legale di nove dei dieci agenti condannato – perché questa sentenza non ci da giustizia, non rappresenta l’ambiente carcerario. Si sta strumentalizzando una situazione che in realtà non è quella. Ritengo che il giudice abbia deciso secondo la sua idea e impostazione per lui in modo giusto: capiremo qual è la sua ricostruzione dei fatti e le motivazione e poi vedremo”. Un unico condannato è difeso dall’avvocato Stefano Cipriani.

L’episodio al centro del processo si verificò l’11 ottobre 2018 quando un detenuto tunisino di 31 anni in carcere per reati di droga e furti stava scontando una pena ad un anno. Le violenze sarebbero avvenute quando il detenuto, in isolamento, venne portato da una cella ad un’altra da 15 agenti. Dopo la condanna dei 10 agenti di oggi, per gli altri cinque indagati ci sarà il processo ordinario dal mese di maggio.

La vicenda delle presunte torture nel carcere provocò allora polemiche e prese di posizione politiche, con il leader della Lega Matteo Salvini che il 26 settembre 2019 arrivò in visita a San Gimignano per esprimere la propria solidarietà agli agenti indagati dalla Procura di Siena per le presunte violenze ai danni del detenuto.

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